Migranti Pescara: presidio dell’Usb che denuncia il “Limbo burocratico”

Centinaia di migranti nei centri di accoglienza della provincia di Pescara sono in un “limbo burocratico”: la denuncia dell’Unione Sindacale di Base che questa mattina ha dato vita ad un presidio davanti alla Prefettura

Sono senza audizione per la protezione internazionale da oltre due anni e mezzo migliaia di migranti ospiti nei centri di accoglienza della provincia di Pescara. L’Unione Sindacale di Base Federazione del Sociale Abruzzo e Molise ha chiesto un incontro al prefetto Luigi Carnevale e, questa mattina, ha tenuto un presidio davanti al palazzo del governo.

Il sindacato sollecita interventi immediati sulla situazione. Secondo quanto riferito da Yacouba Saganogo, responsabile Migranti USB Abruzzo e Molise, si tratta di persone sbarcate a Lampedusa nell’estate del 2023 e successivamente trasferite a Pescara.

Saganogo ha detto: “Non hanno mai sostenuto l’audizione per il riconoscimento della protezione internazionale o per ottenere il permesso di soggiorno, nonostante siano previsti per legge massimo sei mesi. Nel frattempo i documenti temporanei verrebbero rinnovati con ritardi definiti “ingiustificabili”.

L’Usb punta il dito contro la Commissione Territoriale competente per Pescara, individuata nelle sedi di Ancona e Foggia, che sarebbe “da tempo gravemente sottodimensionata”, con organici insufficienti a garantire l’esame delle pratiche. Una situazione che, secondo il sindacato, determinerebbe un vero e proprio blocco amministrativo con “effetti devastanti sulle vite di persone fuggite da guerre, persecuzioni e instabilità”.

Non è la prima mobilitazione sul tema. Il 3 aprile dello scorso anno Usb Abruzzo e Marche, insieme ai migranti ospiti dei centri di accoglienza, avevano organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Ancona per denunciare la stessa criticità. In quell’occasione, i manifestanti avevano ribadito la volontà di integrarsi, lavorare e contribuire alla società.

Ora il sindacato sollecita l’istituzione di un tavolo permanente sull’accoglienza e sulle procedure migratorie, una calendarizzazione degli incontri istituzionali, la convocazione immediata dei migranti in attesa di audizione e il potenziamento delle Commissioni Territoriali di Ancona e Foggia.

Sanagogo conclude: “Ciò che accade a Pescara non è un caso isolato, ma l’ennesima conferma del fallimento del sistema di accoglienza italiano. Continueremo la mobilitazione fino a quando non verrà garantito il diritto di queste persone a vivere regolarmente e liberamente nel nostro Paese”.