Lo sfogo dei genitori di Fabrizia Di Lorenzo: “Che delusione le Autorità Tedesche!”

Lo sfogo dei genitori di Fabrizia Di Lorenzo: “Che delusione le Autorità Tedesche!”. Intervistati dal Corriere della Sera  tornano a parlare ad oltre due mesi dalla tragedia.

Il 19 dicembre l’attentato al mercatino di Natale di Berlino, la folle corsa del Tir guidato dal terrorista tunisino Anis Amri, poi ucciso a Sesto S.Giovanni dalla polizia, che ha provocato la morte di 12 persone, unica vittima italiana la trentunenne di Sulmona Fabrizia Di Lorenzo. A poco più di due mesi dalla tragedia torna a parlare il padre di Fabrizia, Gerardo, e lo fa rilasciando un’intervista al giornalista del Corriere della Sera Giuseppe Guastella. Rabbia e compostezza da parte sua, della madre e del fratello di Fabrizia, per tre giorni abbandonati al loro destino, senza nessun supporto psicologico, senza che venissero informati di alcunchè, prima che ci fosse il riconoscimento della salma:

«ci hanno lasciato con le altre famiglie nell’angoscia, nella vana speranza di poterla ritrovare ferita, ma almeno viva. Poi  Il 22 il risultato, nefasto, del dna. Ci siamo abbracciati ed abbiamo pianto», ricorda Gerardo. Poi il riconoscimento visivo. E Solo le insistenze dei Di Lorenzo e dei diplomatici italiani hanno permesso che il 24 la bara arrivasse a Roma con un volo di Stato e che due giorni dopo si tenessero i funerali a Sulmona alla presenza del Capo dello Stato Mattarella”.

Le Autorità tedesche si sono mostrate insensibili e prive di spirito di umanità. nei giorni scorsi, su invito del Presidente della Repubblica Joachim Gauck, la famiglia Di Lorenzo é tornata in Germania per le celebrazioni in onore delle vittime dell’attentato ed in questa occasione Gerardo e sua moglie Giovanna hanno mostrato tutto il loro disappunto per l’inefficienza e l’incapacità della Autorità. Gauck si é mostrato sbalordito ed ha chiesto scusa, ma non si limitano a queste le delusioni, é proprio il caso di dire dopo il danno la beffa, visto che in base ad una legge del 1985, non sono riconosciute le vittime di attentati equiparati, al contrario, a quelle di incidenti stradali con un risarcimento minimo:

«Questo mi dà una rabbia ulteriore. Come si può — dichiara Giovanna, la mamma di Fabrizia — equiparare quello che è accaduto a un normale incidente stradale? Ci sentiamo presi in giro da chi non vuole riconoscere di aver sbagliato e non vuole evitare che quello che è accaduto si ripeta in futuro. E’ sufficiente che  i tedeschi ammettano pubblicamente le loro responsabilità».

C’è stato oggi un contatto telefonico tra l’ambasciata tedesca di Roma e la famiglia di Fabrizia Di Lorenzo. Secondo quanto si apprende, nel corso della telefonata la rappresentanza diplomatica tedesca ha comunicato alla mamma della giovane il progetto di istituire un premio alla sua memoria che coinvolgerà ragazzi italiani che risiedono in Germania nella realizzazione di video su come loro ‘vivono’ il paese che li ospita. Si è trattato – viene riferito – di una telefonata molto cordiale nel corso della quale la madre di Fabrizia avrebbe espresso apprezzamento per l’iniziativa.

La richiesta della senatrice Stefania Pezzopane

“Fabrizia di Lorenzo, la ragazza di Sulmona uccisa a Berlino il 19 dicembre 2016 nella strage terroristica al mercatino di Natale, non può essere considerata una vittima della strada, così come non sono morte in un incidente le altre persone stroncate dall’attentato realizzato da Anis Amri. Per questo rivolgo un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, attento interprete dei sentimenti degli italiani e al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che nei giorni del dolore e dello sgomento sono stati molto vicini alla famiglia e alla città di Sulmona”. Lo dice in una nota la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. “E’ importante riconoscere un attentato terroristico per quello che è – prosegue Pezzopane – lo si deve alle famiglie delle vittime, alla memoria dei caduti e alle loro comunità di origine. La Germania deve fare questo sforzo, anche attraverso le necessarie modifiche di legge. Non è solo una questione di accesso al risarcimento, che pure è legittimo, ma è un atto di consapevolezza indispensabile anche per evitare di minimizzare l’accaduto ed utile a non abbassare la guardia contro il terrorismo di matrice islamica. Il nostro Paese deve agire perché ciò avvenga, in memoria di Fabrizia, una giovane insieme italiana ed europea e di tutti i caduti in modo così drammatico”.

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