L’intersindacale Sanitaria Abruzzese chiede il rispetto del Decreto 79 del 2016

Chiede il rispetto del Decreto Commissariale  n°79 del 2016 L’Intersindacale Sanitaria Abruzzese, dopo aver accertato che sono state apportate modifiche, e sollecita un incontro entro breve tempo in Regione .

Il coordinatore dell’Intersindacale Sanitaria Abruzzese, il dottor Walter Palumbo , insieme al dottor Alessandro Di Felice, durante una conferenza stampa ha evidenziato difformità negli atti aziendali delle Asl abruzzesi che di fatto hanno modificato il Decreto Commissariale  n°79 del 2016. L’Intersindacale chiede di rifare il punto sulla situazione delle Unità Operative Complesse e lancia un appello affinchè venga rivista la Delibera n° 402 del 2017. Modifiche che secondo l’Intersindacale hanno di fatto stravolto il Decreto Commissariale chiedendo, invece, che venga rispettato quanto sottoscritto nel documento.

Il dottor Palumbo afferma che “ Lo strano iter amministrativo adottato dalla Giunta Regionale d’Abruzzo per arrivare alla approvazione degli atti aziendali delle AA.UU.SS.LL.” Nonostante il braccio di ferro che da un anno contrappone la nostra Associazione di sindacati di operatori sanitari e l’Amministrazione Regionale Abruzzese, iniziato sui contenuti della Delibera di Giunta Regionale n° 78 del 28.02.207 riguardante le linee guida per la redazione degli atti aziendali delle AA.UU.SS.LL. e le successive Delibere adottate dalle stesse per organizzare la loro attività amministrativa e assistenziale per soddisfare i bisogni di salute dei cittadini della nostra Regione, alla data odierna non si hanno ancora regolamenti aziendali definitivi che possano essere idonei a rispettare la mission che le strutture sanitarie pubbliche dovrebbero svolgere.  Un braccio di ferro che ha richiesto la dichiarazione dello stato di agitazione degli operatori sanitari nella primavera dello scorso anno per evitare l’inserimento di alcune figure normativamente illegittime (Direttori di funzione ospedaliera e Direttori di funzione territoriale in ogni AUSL) conclusasi, con la mediazione della Prefettura di L’Aquila, con la modifica della Delibera di Giunta Regionale suddetta con la Delibera di Giunta Regionale n° 402 del 21.07-2017. Un braccio di ferro continuato nell’autunno dello scorso anno e ancora in atto dall’inizio di quest’anno, sempre ricorrendo alla mediazione della Prefettura di L’Aquila, per tentare di correggere le difformità organizzative da noi rilevate negli atti aziendali elaborati”.

IL SERVIZIO DEL TG8:

In un documento l’Intersindacale Sanitaria  Abruzzese spiega quali sono le difformità riscontrate che segnala con alcuni esempi perchè:

 non si può accettare che si aggiri l’obbligo di espungere dagli atti aziendali le figure del Direttore di Funzione Territoriale e del Direttore di Funzione Ospedaliera chiamandole Coordinatore di area Territoriale e Coordinatore di area Ospedaliera come vorrebbe fare la AUSL di Teramo…..

 non si può accettare che le delibere vengano continuamente corrette con altri provvedimenti di dubbia legittimità, che hanno le caratteristiche di contentini preelettorali;

 non si può accettare che non siano rispettate, per la individuazione del numero di UOC, UOSD e UOS ospedaliere, territoriali e amministrative, le normative vigenti quali:

 l’Accordo in data 26.03.2012 del Comitato Permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficacia nell’utilizzo delle risorse su (“Standard individuazione strutture semplici e complesse del SSN ex art. 12, comma 1, lettera b) del Patto Salute 2010- 2012”).

 il Decreto Ministero Salute n° 70 del 02.04.2015 (Standard ospedalieri);

 il D.L. n° 8 del 09/02/2017 che, anche se ricordato nella fumosa delibera n° 59della

AUSL di Pescara del 02/02/2018, viene superato negli atti con tagli effettivi  personale, derivanti dal declassamento delle strutture che insistono sui Presidi Ospedalieri. Via S. Camillo de Lellis 114 66100 CHIETI telef. 0871-41958 mail intersindacalesanitariaabruzzo@gmail.com

 la mancanza della effettiva conoscenza del fabbisogno del personale, più volte richiesta all’Assessore alla Programmazione Sanitaria dottor Silvio PAOLUCCI e mai resa nota, che dovrebbe attivare e far funzionare le Unità Operative ospedaliere;

 non si può accettare che, in previsione della costituzione degli Ospedali DEA di 2 Livello funzionali Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo come previsto dalle delibere regionali (n°

271/2017 e n° 75/2018), gli atti aziendali delle AA.UU.SS.LL. coinvolte non abbiamo previsto i necessari raccordi propedeutici fra i Dipartimenti con le UU.OO.CC. ad essi collegate e la integrazione degli stessi al sistema Emergenza-Urgenza e la sua Centrale Operativa anche se viene prodotta in un secondo tempo una delibera regionale (n° 59/ 2018) che tenta di correggere l’atto aziendale della AUSL di Pescara per raccordarlo alle delibere regionali menzionate in questo capoverso;

 non si può evitare di raccordare fra di loro a livello territoriale aziendale i Centri diabetici, le Unità operative ospedaliere e territoriali per le patologie croniche e rare ed i Servizi di Psicologia dando a questi una specificità territoriale non solo nei SERT ma anche nei Distretti sanitari e nei Consultori familiari.

 non si può NON TENER CONTO della costituzione di alcuni organismi previsti dal Piano Sanitario Regionale 2008-2010 vigente che per esempio si pone l’obiettivo della riorganizzazione e del cooordinamento funzionale dell’Asssistenza Sanitaria territoriale attraverso l’attivazione del Comitato Tecnico Aziendale delle Attività Distrettuali, dell’Unità di Coordinamento delle Attività Distrettuali (UCAD), etc….. Difformità, unitamente alle tante altre da noi rilevate, che sarebbero giustificate da una discrezionalità permesse ai Direttori Generali delle AA.UU.SS.LL. con la raccomandazione agli stessi di rispettare il numero delle UOC, UOSD e UOS regionali definite dal Decreto Commissariale n° 79/2016 nel rispetto di quanto normato dal Decreto del Ministero della Salute n° 70/2015. Difformità che evidenziano, in attesa della più volte promessa definizione del fabbisogno di personale sanitario da assegnare alle Unità operative ospedaliere, la difficoltà ad operare delle stesse per mancanza di figure professionali, anche a causa di prescrizioni lavorative e limitazioni lavorative (es. legge 104/90) che metterebbero a rischio l’erogazione di servizi sanitari essenziali per la popolazione.

Gigliola Edmondo: