L’Aquila: il “Cotugno” accoglierà gli studenti

Dopo il rischio chiusura, il Convitto Nazionale “Domenico Cotugno” accoglierà gli studenti iscritti nel rispetto delle disposizioni volte al contenimento dell’epidemia da Covid 19.

Un mese fa il grido d’allarme: a L’Aquila il convitto “Domenico Cotugno” è a rischio chiusura per mancanza di iscritti e per la difficile situazione post Covid. Oggi in un comunicato stampa, la notizia che la struttura (istituzione presente sul territorio dal 1815) potrà ospitare gli studenti iscritti all’anno scolastico 2020-2021. Di seguito il testo del comunicato.

IL COMUNICATO

La sinergia virtuosa attivata grazie all’immediato intervento della Ministra Lucia Azzolina e messa in atto tra Ministero dell’Istruzione, USR Abruzzo e USP consentirà al Convitto Nazionale “Domenico Cotugno” dell’Aquila di accogliere ed ospitare gli studenti che ne avevano fatto richiesta, anche in questo complesso anno scolastico appena iniziato.

La perdurante emergenza dal 2009, la collocazione del convitto in una struttura provvisoria con appena 23 piccole stanze, in una zona periferica della città ferita non hanno comunque impedito la soluzione dei problemi connessi anche alla emergenza contingente. Il “Cotugno” è un convitto storico, emblema di una città ferita che lo Stato non dimentica.

Un risultato importante in un momento delicato e difficile raggiunto anche grazie al grande impegno della Ministra Azzolina: la “scuola” non si è mai fermata per accogliere tutti garantendo il diritto costituzionale allo studio.
Il Convitto accoglierà gli studenti iscritti nel rispetto delle disposizioni volte al contenimento dell’epidemia da SARS-CoV-2.

Questa evitata chiusura va dedicata alle tre giovani vittime, ospitate al Convitto la notte del sisma, affinché la “scuola” riaffermi il suo essere luogo di promozione di benessere, condivisione, cultura, accoglienza, inclusione e costruzione collettiva della conoscenza in sicurezza.

Da questa deroga, il Convitto intende ripartire con un progetto ambizioso di rilancio, ricercando spazi adeguati e consoni ad una attività sempre più in connessione con la cultura, lo sport e tutte le agenzie educative di una città che sta rinascendo.

Paolo Durante: