Frana di Silvi: al via raccolta fondi per le famiglie che hanno perso tutto

A una settimana dal drammatico crollo di tre abitazioni in contrada Santa Lucia a Silvi, mobilitazione per una raccolta fondi. I contributi in denaro sono già numerosi. Primo obiettivo raccogliere 10 mila euro.

“La terra frana, ma la comunità resiste”. È questo il grido d’aiuto, misto a un profondo senso di dignità e resilienza, che arriva dai residenti di Silvi Paese, in provincia di Teramo. A una settimana esatta dal drammatico crollo che ha inghiottito tre abitazioni e ampi tratti della strada principale in contrada Santa Lucia, il borgo si mobilita per non lasciare solo chi, in poche ore, ha visto svanire i sacrifici di una vita.

“Insieme siamo più forti – si legge nell’appello dei promotori della raccolta fondi – aiutateci a ricostruire, se non la strada, almeno le vite di chi ha perso tutto”.
L’iniziativa è partita dal basso: i residenti, guidati dal consigliere di opposizione Vito Partipilo, hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe.

L’obiettivo iniziale è fissato a 10.000 euro, una cifra simbolica ma necessaria per fornire un primo, immediato sostegno economico a chi non ha potuto salvare nulla dalle macerie. In pochissime ore, la campagna sta già macinando donazioni, segno di una comunità che, davanti alla tragedia, sa ritrovarsi unita.

Il calvario di via Santa Lucia è iniziato lo scorso 25 gennaio, quando i primi smottamenti avevano suggerito l’evacuazione delle prime due case. Ma è stato il 28 marzo che la situazione è precipitata: alle 7 del mattino è stata sgomberata l’ultima abitazione, crollata appena sei ore dopo sotto la spinta inesorabile del fango.

Solo la tempestività dei soccorsi ha evitato una strage. Tuttavia, l’emergenza non si è fermata: nei giorni successivi l’instabilità del versante ha costretto all’allontanamento di altre due famiglie e alla chiusura della palestra comunale, dell’asilo e della scuola elementare, cuori pulsanti della vita sociale del borgo.