A Spoltore le famiglie evacuate in via Arno e in via Mincio per l’esondazione del fiume Pescara. Si spera di poter consentire il rientro nelle abitazioni già da domani spiega il sindaco Chiara Trulli
Dopo l’esondazione del fiume Pescara si contano i danni e proseguono i disagi anche a Spoltore, tra i comuni abruzzesi colpiti dall’ondata di maltempo di questi ultimi giorni. Circa 300 le persone evacuate, ieri mattina, in via Arno e in via Mincio, in zona Santa Teresa, dove in pochi minuti le strade sono state sommerse da acqua e fango, con livelli che in alcuni punti hanno superato i due metri di altezza.
L’allarme è scattato intorno alle 5.30, sorprendendo i residenti nel sonno e trasformando il risveglio in una fuga improvvisa. Ottanta nuclei familiari costretti a lasciare le proprie case.
Già nella notte tra mercoledì e ieri erano arrivati i primi segnali di pericolo, con inviti precauzionali ad abbandonare le abitazioni. Ma nel giro di poche ore la situazione è precipitata: l’acqua ha continuato a salire rapidamente fino a raggiungere livelli critici, impedendo a molti di uscire autonomamente.

Fondamentale l’intervento della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco che hanno operato senza sosta per mettere in salvo i residenti, anche con l’ausilio di gommoni. Il coordinamento delle operazioni è stato seguito sul posto dal sindaco Chiara Trulli, dall’assessore alla Protezione civile Stefano Burrani e dal comandante della Polizia Locale Panfilo D’Orazio che continuano a monitorare la situazione e a cercare di risolvere le criticità esistenti.

Il Sindaco Trulli sottolineando la tempestività degli interventi afferma: «Siamo riusciti a evacuare tutti e a portarli in salvo. Alcune famiglie sfollate sono state accolte da parenti e amici e altre nella palestra della scuola dell’infanzia Rita Levi Montalcini dove stanno ricevendo assistenza. Speriamo di poter revocare l’ordinanza di sgombero già da domani. E-Distribuzione sta risolvendo un problema causato dall’acqua che ha bagnato le linee elettriche di bassa tensione e molti dei cavi interrati sono ancora sommersi. Le altre palazzine della zona sono alimentate, invece, con gruppi elettrogeni. I danni sono ingenti: auto sommerse, garage invasi dal fango e abitazioni a rischio. Si prospettano giorni difficili per la pulizia e il ripristino della situazione normale» .
Tra i residenti colpiti alcuni raccontano attimi di grande paura e disagi da affrontare con la speranza che la situazione torni alla normalità prima possibile e che possano trascorrere la giornata di Pasqua nelle loro abitazioni.
Ma sono tante le criticità esistenti su tutto il territorio regionale. Leggi anche: Maltempo nel Pescarese: il punto della situazione dalla Prefettura
