Elezioni bis Pescara: è querelle politica dopo la denuncia resa nota su Rete8

Si infiamma la campagna elettorale a Pescara all’indomani del confronto su Rete8 dei quattro candidati sindaci nel corso del quale Carlo Masci ha reso noto di aver presentato una querela nei confronti di Carlo Costantini

Davanti al municipio di Pescara c’è una pianta di ulivo, simbolo universale di pace, ma all’interno del palazzo di città si è aperta una querelle politica, con risvolti giudiziari, che riguarda la querela per diffamazione, presentata una settimana, fa da Carlo Masci nei confronti di Carlo Costantini.

La notizia è stata resa nota nel corso del primo confronto elettorale, andato in onda ieri sera su Rete8, tra i quattro candidati sindaci Carlo Masci, del centro destra, Carlo Costantini, del centrosinistra, Domenico Pettinari, sostenuto da una lista civica, e Gianluca Fusilli, di Italia Viva. Uno speciale elezioni condotto dal direttore di Rete8, Carmine Perantuono, che ha incalzato i candidati con diverse domande insieme al giornalista del quotidiano il Centro Pietro Lambertini.

La notizia riguardante la querela per diffamazione ha incendiato gli animi, a poco più di un mese dal voto dell’8 e 9 marzo, quando 14.488 pescaresi saranno chiamati alle urne, in 23 sezioni, per rieleggere Sindaco e Consiglio comunale. E questa mattina il clima non era certamente disteso come si evince dalle dichiarazioni rese da Masci, Costantini e Pettinari.

 

“Quando ho sentito Costantini accostare Pescara alla Locride, – aveva detto Masci nello speciale di Rete8 – dire che ho nominato amici e persone di mia fiducia nei seggi che poi hanno imbrogliato nel voto, quando l’ho sentito dire che sono un sindaco abituato a muovermi nell’illegalità… beh non ho potuto esimermi”.

“Le mie parole – ha spiegato oggi Costantini – hanno sempre riguardato fatti politici e amministrativi. Il Consiglio di Stato, nella sentenza, parla di ‘errori non emendabili’, di ‘vizi gravi e sostanziali’ e di ‘dubbi sulla genuinità e affidabilità del risultato elettorale’. Non sono mie opinioni. Sono passaggi scritti nero su bianco nella sentenza. Se il candidato di centrodestra vuole vedere un attacco alla persona, è una sua interpretazione. Il fatto di essere stato querelato mi consente, se necessario, di andare anche oltre quanto già accertato nell’attività di verifica svolta finora e di approfondire ulteriori aspetti. Di certo non contribuirà a far calare il silenzio. Ho ritenuto intollerabile che una città come Pescara potesse essere accostata, per il modo in cui è stato gestito il voto, a realtà in cui la scomparsa delle schede o la cattiva gestione delle operazioni elettorali vengono tradizionalmente associate a pratiche criminali o a gravi degenerazioni democratiche”.

Gigliola Edmondo: