Case Popolari a Pescara: ora gli abusivi si autodenunciano

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Case Popolari a Pescara: ora gli abusivi si autodenunciano, occupano la casa e chiamano la Polizia Municipale innescando una procedura per lo sfratto molto più lunga.

E’ l’evoluzione 2.0 nel fenomeno dell’occupazione di appartamenti popolari da parte di chi  non é ha diritto. Consigliati da qualche avvocato ben istruito comunicano in breve tempo all’Autorità Giudiziaria, di aver preso possesso di un’abitazione specificando di aver trovato la porta aperta. Con questo escamotage s’innesca una procedura tale da far dormire sonni tranquilli per diversi mesi a chi, invece, dovrebbe abbandonare subito l’immobile:

“In caso di autodenuncia – spiega Domenico Pettinari consigliere regionale del M5S – la norma prevede un iter di sfratto più lungo e farraginoso. Già sono diversi i casi, ad esempio, nella zona di Via Caduti per servizio a Pescara dove a ricorrere a questo metodo sono le già note famiglie dedite alla microcriminalità, in particolare allo spaccio di sostanze stupefacenti.”

E’ questo l’ennesimo atto di prepotenza nelle periferie, non solo a Pescara, ma in tutto Abruzzo dove interi quartieri sono abbandonati dallo Stato:

“le pattuglie per il controllo del territorio si vedono sempre di meno – denuncia ancora Pettinari – e le amministrazioni locali sono sorde ai richiami di quella parte buona della popolazione stanca di subire tutto questo.”

A Fontanelle così come a Rancitelli sono nate associazioni che hanno come obiettivo quello di creare condizioni per una maggiore qualità della vita, ma da Palazzo di città, dicono, nessuna considerazione. Ed intanto si continua a delinquere indisturbati:

“Proprio mentre stiamo parlando – sottolinea Pettinari – a 100 metri da qui stanno tranquillamente spacciando e la notte i tossicodipendenti, non trovando risposta dagli spacciatori, cominciano a suonare ai citofoni di tutti i condomini per farsi aprire il portone. Quello che noi proponiamo é un pacchetto d’iniziative per riqualificare queste aree con l’utilizzo di figure competenti nel sociale che diano vita ad attività a sostegno soprattutto dei più giovani, visto che, tra le altre cose, da queste periferie c’é anche un preoccupante tasso di abbandono scolastico.”

IL SERVIZIO DEL TG8:

Luca Pompei: