Cambiamenti climatici: a Chieti la battaglia tra catastrofisti e “negazionisti”

“Clima: basta catastrofismi” è il tema di un convegno che ancor prima di essere svolto stamane all’Università “d’Annunzio” di Chieti, ha già scatenato, giusto per restare in tema, un uragano.

A stigmatizzare l’iniziativa del Dipartimento d’ingegneria e geologia dell’Ateneo il WWF che in una nota parla addirittura di celebrazione delle Fake News, ma le vere Fake News, secondo gli illustri studiosi intervenuti stamane all’auditorium del Rettorato sono quelle diffuse negli ultimi anni, secondo le quali il cataclisma definitivo sarebbe già dovuto avvenire, ma non è avvenuto. Intanto un paio di curiosità: sapevate che circa 20 mila anni fa il Po sfociava tra S.Benedetto del Tronto e Pescara? Che Chieti e Pescara erano sott’acqua a 20 chilometri di distanza dalla terra ferma e che le isole Tremiti erano delle colline? Questo per indicare che dalla modifica dei paesaggi nel corso dei millenni si comprende anche quanto la storia del nostro pianeta, che va vista in un contesto molto più ampio di qualche secolo, sia caratterizzata da periodi più o meno caldi. Si chiamano periodi olocenici, secondo le statistiche, durano 12 mila anni, c’è il grande periodo olocenico nell’impero romano e quello del Medioevo, in contrasto con la piccola era glaciale del 1600. Come a dire che è la Natura a determinare i cambiamenti climatici e non l’uomo:

“Sono appena tornato dal Polo Nord – ci spiega Enrico Miccadei, docente di geografia fisica e geomorfologia della “d’Annunzio” – e vi posso assicurare che in base a studi che sto portando avanti da anni non c’è nessun pericolo surriscaldamento rispetto ad aumenti fisiologici delle temperature assolutamente cicliche.”

Tesi supportata dalle relazioni del noto geologo ed ex rettore Uberto Crescenti, da altri luminari, e dal noto professore di Meteorologia dell’Università di Napoli Nicola Scafetta che, sulla base di studi statistici, ha sottolineato l’assoluta inaffidabilità dei modelli matematici i quali, in passato, hanno prospettato uno scenario assolutamente smentito dai fatti. Il professor Marcello Buccolini, direttore del Dipartimento d’Ingegneria e geologia della “d’Annunzio” si dice profondamente rammaricato per le critiche, parlando di un’iniziativa non ideologica ma prettamente scientifica:

“Mi spiace constatare – ha detto Buccolini – l’assenza di coloro che nei giorni scorsi ci hanno fortemente criticato, quando sarebbe bastato partecipare ed aprire un dibattito civile fondato sulla scienza e non sulle chiacchiere”.

“Se fossimo stati invitati saremmo intervenuti con molto piacere – ribatte Luciano Di Tizio del WWF Abruzzo – il punto è che non è in discussione il fatto che sia la natura a determinare i cambiamenti climatici, ci mancherebbe, ma che l’uomo sta influendo oltremodo in questo processo ed è su questo che bisogna interrogarsi.”

IL SERVIZIO DEL TG8:

https://www.youtube.com/watch?v=U1VtgEq69bc

Luca Pompei:

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  • Ho apprezzatoil vostro servizio sul cambiamento climatico che mi è parso molto equilibtrato. Le affermazioni catastrofiste non hanno nessun supporto scientifico: ammesso e non concesso che l'attuale fase di riscaldameto sia colpa dell'uomo, perchè evocare catastrofi e addirittura la distruzione del nostro pianeta quando in passato abbiamo avuto fasi di riscaldamento superiori ai temuti 2.3 gradi C° senza che si verificassero tutte le catastrofi che vengono annunciate?
    Uberto Crescenti