Bilancio previsione Chieti: arriva l’ok del Collegio dei Revisori

Illustrato stamane dal sindaco Di Primio il bilancio di previsione del Comune di Chieti 2018-2020, già vagliato positivamente dal Collegio dei Revisori.

“Il parere positivo del Collegio dei Revisori dei Conti sul Bilancio di Previsione 2018/2010 e sugli atti ad esso prodromici è la migliore risposta ai detrattori; la prova di come la nostra Amministrazione stia ben lavorando per mettere in sicurezza i conti del Comune costruendo le basi per il futuro della città”.

È quanto evidenzia il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, a margine della conferenza stampa odierna, convocata per illustrare il bilancio di previsione 2018-2020, le misure e gli interventi relativi al contenimento della spesa e all’efficientamento dei servizi, gli investimenti per la città, la riorganizzazione della società partecipata Teateservizi e dell’Azienda Speciale Multiservizi.

«Perseguendo come obiettivo la stabilità economica dell’Ente – commenta il Sindaco – va ricordato che in questo periodo storico tutti i Comuni d’Italia hanno serie difficoltà di gestione dei bilanci anche a causa di minori trasferimenti da parte dello Stato, diminuiti per la nostra città dell’84% dal 2010 ad oggi. Oltre a ciò, il Comune di Chieti vanta 60 milioni di crediti di entrate tributarie ed extratributarie non riscosse, dato che inevitabilmente incide sulla gestione finanziaria ma anche sulla programmazione da parte del Comune. Nonostante la riduzione delle entrate – prosegue il Sindaco – lo schema di Programmazione Economica 2018-2020, pur con gli inevitabili tagli, preserva tutti i servizi, rimodulandone alcuni per renderli compatibili con le disponibilità di bilancio e non prevedendo aumento di tasse. Abbiamo percorso ogni strada utile, fatta di sacrifici e rinunce, ma anche di coraggio e programmazione, per consegnare a chi ci succederà un Comune sano e con reali prospettive di crescita. A fronte della messa in sicurezza dei conti, infatti, la mia amministrazione ha programmato investimenti nelle opere pubbliche per oltre 31 milioni di euro che consegneranno una città più smart, accogliente e dotata di infrastrutture all’avanguardia. Sbandierare lo spettro del dissesto, da parte dell’opposizione, vuol dire augurare un danno alla città di Chieti – conclude il Sindaco –, noi stiamo lavorando con serietà, senso di responsabilità e con misure strutturali affinché si possa guardare al futuro con ottimismo».

«Il Bilancio 2018/2020 è stato costruito secondo prudenza e ponendo grande attenzione alle raccomandazioni della Corte dei Conti – ha commentato l’Assessore alle Finanze, Valentina Luise -. In presenza di una entrata corrente che si contrae progressivamente è stato necessario operare sul lato della spesa con interventi strutturali e non contingenti, facendo delle scelte che vedranno i primi risultati nel 2018, con un impatto più evidente negli anni a seguire. Le azioni che sono state messe in campo vanno viste, infatti, in chiave prospettica affinché ci sia equilibrio nei conti non solo nel 2018, che può considerarsi un anno di transizione, ma anche negli anni futuri. Se il processo virtuoso messo in atto dalla Teateservizi con la riorganizzazione inizierà a dare i suoi frutti con un sensibile incremento delle riscossioni – evidenzia l’Assessore – sarà possibile diminuire le somme sterilizzate nel Fondo Crediti Dubbia Esigibilità dando maggiore respiro ai bilanci negli anni successivi. Nel bilancio 2018 la previsione di spesa è inferiore al 2017 in quanto è stato necessario adeguarla alle minori entrate di competenza. Considerato che la spesa fissa – retribuzioni, contratti di beni e servizi, interessi sui mutui e accantonamenti vari – assorbe circa il 90% delle risorse correnti non ci sono stati molti margini di manovra per intervenire. Per quanto riguarda l’Azienda Speciale “Chieti Solidale” – conclude l’Assessore – la trasformazione in società di capitali permetterà, con l’apertura al mercato, di svolgere ulteriori attività anche all’esterno e di avere maggiore competitività, determinando anche una crescita occupazionale».

 

 

 

 

 

 

 

Luca Pompei: