Bando a orologeria: riammesso anche il Comune di Cappelle sul Tavo

Il Tar dell’Aquila ha riammesso anche il Comune di Cappelle sul Tavo che aveva presentato ricorso dopo l’esclusione dal bando della Regione che assegna otto milioni di euro con il metodo del click day. Ora anche altri Comuni potrebbero essere riammessi

Dopo Casoli torna in corsa anche Cappelle sul Tavo e cambia la graduatoria dei piccoli Comuni abruzzesi che possono accedere ai fondi messi a disposizione dalla Regione secondo la regola del chi arriva prima vince. Un bando che prevede otto milioni di finanziamenti che è finito al centro delle polemiche politiche e nel mirino della magistratura amministrativa.

Il metodo del clic-day aveva favorito soprattutto paesi guidati da sindaci di centrodestra, la stessa coalizione che governa la Regione. Secondo l’opposizione del Patto per l’Abruzzo quei sindaci avrebbero saputo in anticipo la data di pubblicazione del bando a sorpresa. E dopo che il caso politico è diventato anche mediatico, la Regione ha pubblicato un secondo bando con data di presentazione delle domande nota a tutti: ore 8.30 del 15 ottobre del 2025 e, a quell’ora, sono partite, via posta elettronica certificata, le domande per candidare i progetti dei Comuni. Una gara che si è giocata sul filo dei secondi e su questi ha deciso il Tar dell’Aquila che ha riammesso un altro Comune escluso.

Dopo Casoli, che aveva mandato la sua domanda con due secondi di anticipo (ore 8.29.58), anche Cappelle sul Tavo è tornato in corsa. E se questa regola vale per i due Comuni allora deve valere anche per tutti gli altri Comuni che avevano mandato le mail due secondi prima. Quindi il Tribunale amministrativo regionale potrebbe riammettere anche Villa Santa Maria, Scerni, Montazzoli, Ateleta e Arsita.

Perché se possono tornare in corsa i Comuni che avevano mandato la domanda con due secondi di anticipo, lo stesso principio potrebbe applicarsi anche ai paesi in anticipo di appena un secondo. In questa lista di beffati ci sono Villa Santa Maria (che aveva candidato più progetti), Montefino, Pietranico, Guilmi, Rosello, Montelapiano e Rocca Santa Maria.

Sul quotidiano il Centro, in edicola oggi, il giornalista Pietro Lambertini spiega: “A questo punto, la domanda potrebbe essere spontanea: i Comuni in anticipo di 5 secondi oppure 4 e 3? Retrocedendo la graduatoria fino alle ore 8.29.55-8.29.57, con la speranza di rientrare, ci sono anche Paglieta, Torrebruna, Altino e Morro d’Oro. E allora chi ha vinto?  Il risultato di questo caos è che, adesso, non è più una certezza la classifica dei vincitori, stilata dal Dipartimento Infrastrutture: se prima Casoli e poi Cappelle sul Tavo sono tornati in corsa e la somma disponibile per i progetti è sempre di 8,2 milioni, allora, vuol dire che qualcun altro scivolerà per forza dal girone dei vincitori a quello dei perdenti. E a rischio ci sono i Comuni di Cerchio, Pescosansonesco, Palmoli, Ari, Carpineto della Nora, Civitaquana, Celenza sul Trigno, Cugnoli, Rosciano, Pretoro, Monteferrante, Quadri, San Demetrio ne’ Vestini e Ripa Teatina, tutti chiamati in causa davanti al Tar ma tutti non costituiti in giudizio. Insomma, la geografia dei contributi concessi ai paesi potrebbe essere riscritta”.

Di fronte alla bocciatura, il Comune di Cappelle, 4.111 abitanti e il sindaco Lorenzo Ferri, ha presentato ricorso per una sfilza di presunte irregolarità: «Erronea interpretazione» della lex specialis e delle regole sull’utilizzo della pec, «erroneità dei presupposti di fatto, difetto
di istruttoria, illogicità, contraddittorietà e irragionevolezza della motivazione, ingiustizia manifesta e sviamento di potere», e poi anche «nullità dell’avviso pubblico e degli atti della procedura selettiva per contraddittorietà delle clausole, violazione dei principi di affidamento, correttezza e buona fede, trasparenza e parità di trattamento». E la presidente del Tar Germana Panzironi dice che la Regione ha commesso almeno un errore e chiude così: «Il ricorso deve essere accolto e, per l’effetto, devono essere annullati gli atti impugnati, nella parte in cui dispongono la non ammissione della domanda di finanziamento presentata dal Comune di Cappelle».