Autismo in Abruzzo: “abbandonati a 12 anni”

Autismo in Abruzzo: una disposizione della Asl prevede la fine delle terapie per ragazzi autistici al compimento del 12esimo anno di vita. La rabbia delle famiglie lasciate sole.

La ragione per certi aspetti può essere in qualche modo comprensibile vista la lunga lista di attesa di bambini che hanno bisogno di assistenza e dunque la necessità di liberare dei posti. Quello che é incomprensibile é che il sistema sanitario regionale, per motivi probabilmente legati alle scarse risorse, non preveda una copertura sufficiente in un settore come quello dell’autismo particolarmente complesso. Il problema segnalato nei giorni scorsi dall’associazione “Carrozzine Determinate” alla luce di una recente delibera della Asl di Pescara che pone limiti sull’accesso riabilitativo per i disturbi del neurosviluppo:

“In sostanza – ci racconta Vanessa la mamma di Francesco – ti vengono tolte alcune terapie importanti come quella ad esempio della logopedia, senza darti però in cambio alcun servizio alternativo. I ragazzi, così, ricadono completamente sulla responsabilità di noi famiglie che ci sentiamo del tutto abbandonate da tutto il sistema socio-sanitario. Io credo che ogni cittadino abbia diritto alla cura, qualsiasi sia la sua patologia. Mio marito ha dovuto lasciare il lavoro per stare vicino a Francesco, il paradosso é che ha diverse offerte ma non le può accettare perché non possiamo permetterci di lasciare solo il nostro Francesco e nessuno ci garantisce un’assistenza all’altezza.”

IL SERVIZIO DEL TG8:

Luca Pompei: