La UGL chiede un incontro urgente alla Regione per trovare soluzioni per i dipendenti della ASP di Pescara che sono senza stipendi da cinque mesi. Il segretario provinciale Armando Foschi: “Pronti allo sciopero ad oltranza”
Gianna De Amicis, Membro del Direttivo e Consigliere nazionale della UGL, Armando Foschi, Segretario provinciale UGL Chieti Pescara, e Luciano Troiano, Segretario provinciale UGL Autonomie Locali Chieti Pescara, sono tornati a sollecitare la Regione Abruzzo affinchè venga risolta la situazione dei dipendenti della Asp di Pescara.
Sono sei e da cinque mesi attendono il pagamento degli stipendi e della tredicesima di fine anno. Al danno di essere senza alcuna prospettiva occupazionale si aggiunge anche la beffa di non poter interrompere un servizio essenziale come la gestione della scuola dell’infanzia ‘Santuccione’ di Cepagatti frequentata da 31 bambini, due diversamente abili.
Il consigliere De Amicis e i segretari Foschi e Troiano spiegano che «Si è ulteriormente aggravata la crisi della ASP di Pescara che colpisce in modo duro e diretto le sei dipendenti a tempo indeterminato, ormai allo stremo delle proprie energie. A questo punto, dopo aver espletato ogni procedura preliminare di tentativo di accordo con la gestione commissariale dell’Azienda, riteniamo necessario investire del problema la Regione Abruzzo con una richiesta di incontro urgente al fine di scongiurare altre iniziative sindacali, compreso lo sciopero a oltranza.
La vertenza è ufficialmente aperta dallo scorso ottobre, quando sono partite le interlocuzioni tra il sindacato UGL e i vertici commissariali della ASP di Pescara con la proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti e la richiesta inoltrata al Prefetto di Pescara per l’avvio della procedura di raffreddamento.Al centro dell’attenzione la tutela dei sei dipendenti, quattro a tempo indeterminato, due a tempo determinato, che lamentavano il mancato pagamento degli stipendi da cinque mesi, pagamenti che sono un obbligo normativo, e l’assenza di qualunque prospettiva. Nel frattempo il personale ha sempre continuato a lavorare assicurando l’apertura della scuola dell’infanzia.
Abbiamo ha già chiesto e partecipato a diversi incontri con il Commissario straordinario per dirimere la questione, incontri che sono stati infruttuosi: l’unica soluzione, impercorribile, prospettata dal Commissario è stata la esternalizzazione del servizio di gestione della scuola di infanzia prevedendo di far passare il personale, dipendenti ASP a tempo indeterminato con il contratto funzioni locali (lo stesso dei dipendenti di Comuni, Provincia e Regione), vincitori di concorso, in una Cooperativa che si sarebbe aggiudicata il servizio, chiaramente una proposta inaccettabile, assurda e subito respinta dalla UGL. Tanto che le cinque ditte che pure hanno partecipato al bando indetto dalla ASP di Pescara hanno tutte rinunciato quando hanno compreso che c’era un problema di economicità del servizio che si regge su un equilibrio finanziario molto delicato e si mantiene unicamente sull’incasso delle rette. A fronte dello stato di agitazione il Commissario della ASP ha versato a dicembre due mensilità arretrate.
Nel corso dell’incontro svoltosi in prefettura lo scorso 18 dicembre lo stesso Commissario ha lamentato il mancato incasso di una serie di crediti mai versati da altri Enti, ovvero contributi per la gestione dei CAS da parte della Prefettura, i contributi Ecad, contributi dal Comune di Cepagatti, il fondo da 1milione di euro da parte della stessa Regione Abruzzo, la quale, sempre a detta del Commissario, lo avrebbe contattato per preannunciargli il ‘rapido pagamento dell’annualità 2021 (legge 10-rimborso Covid) per 341mila euro, e ha annunciato di aver avviato un Piano di alienazione di beni immobili non strategici della ASP per disporre di liquidità.
Al termine dell’incontro abbiamo annunciato la temporanea sospensione dello stato di agitazione fino al prossimo 31 gennaio, in attesa di una ulteriore convocazione da parte della ASP per un aggiornamento circa procedure in corso e soluzioni ipotizzabili. A oggi non abbiamo però alcuna notizia, fatta eccezione per l’amarezza dei dipendenti che, terminata la pausa natalizia, lo scorso 7 gennaio hanno puntualmente riaperto le porte della Scuola d’infanzia ‘Santuccione’ per garantire un servizio alle 31 famiglie, con un arretrato di cinque mensilità oltre alla tredicesima.
A fronte del silenzio istituzionale, abbiamo inviato il verbale della riunione del 18 dicembre scorso all’attenzione del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dell’assessore delegato alle ASP Roberto Santangelo e del Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, chiedendo la convocazione immediata di una riunione utile a individuare la soluzione definitiva della problematica, soluzione che non è più rinviabile perché il lavoro è un diritto costituzionale, ma il lavoro soprattutto è tale se è pagato specie per pubblici dipendenti di un Ente pubblico. Ora attendiamo che sia fissato tale incontro, al fine di scongiurare altre azioni sindacali, a partire dallo sciopero a oltranza delle sei dipendenti».
