Approderà in tribunale il prossimo 10 marzo, ad Avezzano, una delle cause pilota contro le cartelle emesse dalla Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila per presunte mancate disdette di prestazioni sanitarie relative al periodo 2015-2021.
La vicenda riguarda centinaia di cittadini che si sono rivolti a Federconsumatori Abruzzo per chiedere assistenza dopo aver ricevuto richieste di
pagamento. Secondo quanto riferito dall’associazione, molti utenti sostengono di aver effettuato regolarmente la disdetta, spesso
per telefono o allo sportello, senza però aver ricevuto alcuna conferma documentale.
Al centro delle contestazioni c’è il funzionamento dei sistemi di prenotazione e disdetta negli anni presi in esame, ritenuti carenti sotto il profilo della
tracciabilità. Le cartelle, spiegano i promotori dei ricorsi, considerano inadempienti cittadini che avrebbero utilizzato procedure allora prive di adeguate garanzie di registrazione.
Federconsumatori Abruzzo e Cgil L’Aquila hanno avviato un’azione congiunta, trasformando le segnalazioni individuali in un’iniziativa collettiva di tutela. L’obiettivo dichiarato è ottenere verifiche sulla legittimità delle sanzioni e sulla correttezza delle procedure adottate dall’azienda sanitaria.
“Abbiamo portato la loro voce nelle sedi istituzionali, dalla Regione ai consigli comunali – dichiarano il presidente di Federconsumatori Abruzzo, Francesco Trivelli, e il segretario generale della Cgil L’Aquila, Francesco Marrelli – ma senza risposte. Per questo siamo ricorsi ai giudici”.
Sono tre, al momento, le cartelle impugnate davanti ai giudici di pace, scelte come casi pilota per ottenere pronunce sulla validità delle sanzioni. Secondo i promotori, la Asl 1 rappresenta una delle poche realtà ad aver avviato una contestazione retroattiva su più anni.
Le associazioni ribadiscono di sostenere le misure contro gli sprechi in sanità e la necessità di ridurre le liste d’attesa, ma chiedono che le sanzioni siano applicate nel rispetto di criteri di trasparenza, proporzionalità e buona fede dei cittadini. La questione, sottolineano, riguarda il rapporto di fiducia tra utenti e sistema sanitario pubblico, oltre che il bilanciamento tra responsabilità individuale e corretto funzionamento della pubblica amministrazione.