Cerimonia solenne al Teatro Marrucino di Chieti per l’apertura dell’anno accademico dell’Università “Gabriele d’Annunzio”, nel segno dei 60 anni dalla prima inaugurazione e della Lectio magistralis del presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Andrea Lenzi
Sessant’anni di storia che dialogano con le sfide della contemporaneità: da un lato la memoria della prima inaugurazione del 1966, dall’altro lo sguardo internazionale evocato dalla Lectio magistralis del presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Andrea Lenzi, e dalla riflessione su “Lingue e culture in contatto: prospettive della littérature-monde tra identità e globalità”.
È in questo equilibrio tra radici e apertura che si è svolta, questa mattina, al Teatro Marrucino di Chieti, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara guidata dal magnifico rettore Liborio Stuppia.
All’evento hanno partecipato autorità civili, religiose e militari, rettori e delegati di diverse università italiane, studenti, docenti e personale dell’Ateneo, per un appuntamento che ha saputo unire solennità istituzionale e profondità culturale.
La cerimonia si è aperta con l’ingresso del corteo accademico e l’esecuzione degli inni nazionale (Inno di Mameli) ed europeo (Inno alla Gioia) a cura del Coro “Ud’A InCanto”, diretto dal Maestro Cristian Starinieri.

Il Magnifico Rettore Liborio Stuppia ha tenuto la relazione inaugurale intitolata “Viaggiatori nel tempo” nella quale ha richiamato il ruolo dell’Università come ponte tra passato e futuro. Tanti applausi del pubblico presente e apprezzamento per i riferimenti storici, filosofici e culturali. Particolare interesse per il video in cui il rettore ha dialogato, grazie all’intelligenza artificiale, con Gabriele d’Annunzio sull’intitolazione dell’Ateneo al Vate.
Sono seguiti gli interventi del direttore generale dell’Ateneo Paolo Esposito, del rappresentante degli studenti Basher Amuri e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Glauco Conte i quali hanno offerto uno spaccato delle diverse componenti della comunità accademica.
Particolarmente significativa la prolusione della professoressa Lorella Martinelli, docente di Lingua e Traduzione Francese, che ha affrontato il tema del dialogo tra lingue e culture in un mondo sempre più interconnesso. Un intervento che ha fatto da ideale introduzione alla Lectio magistralis del professor Andrea Lenzi, Presidente del CNR, momento centrale della cerimonia e di alto valore scientifico e simbolico.
L’evento si è concluso con un nuovo contributo musicale del Coro “Ud’A InCanto”, suggellando una giornata densa di significati.
Questa inaugurazione ha assunto un valore ancora più profondo proprio in occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita dell’Ateneo, offrendo l’opportunità di rileggere un percorso costruito nel tempo grazie alla determinazione delle istituzioni e del territorio. La scelta del Teatro Marrucino, fuori dal Campus, ha rappresentato un segno tangibile del legame tra Università e comunità locale.
Una celebrazione che ha saputo intrecciare memoria e visione, confermando la “d’Annunzio” come una realtà accademica capace di evolversi, mantenendo salde le proprie radici.
