Con buona pace dei cantieri e del traffico a rilento, da ieri è scattato l’aumento del pedaggio sulla A14, l’autostrada che attraversa l’Abruzzo
A voler vedere il bicchiere mezzo pieno basta girare lo sguardo su A24 e A25, autostrade non interessate dall’aumento scattato ieri. Poi però ci si ricorda che le suddette sono già tra le più care d’Italia, e il sorriso svanisce. Purtroppo non resta che la consapevolezza di avere un’autostrada costiera d’importanza capitale per l’Abruzzo, ma che da anni è in perenne fame d’aria, prigioniera di cantieri e lavori.
Dal 1° gennaio il pedaggio delle autostrade italiane, tranne appunto A24 e A25, costa in media l’1,5 per cento in più, con un picco di quasi il 2 per cento sulla Salerno-Pompei-Napoli e aumenti superiori all’1 per cento sulla maggior parte delle altre autostrade.
Nel 2020, sotto Covid, il governo aveva bloccato gli aumenti con norme riapprovate ogni anno, ma alcuni concessionari autostradali hanno fatto ricorso. Dopo varie traversie, il ricorso è arrivato in Corte costituzionale, dove i giudici hanno stabilito che il blocco degli aumenti è incostituzionale perché contrario alla libertà di impresa e che il ministero non può bloccarli unilateralmente poiché i rincari sono previsti da piani economici in vigore firmati dallo stesso ministero. Senza contare che, sempre secondo la Corte costituzionale, il blocco dei pedaggi rappresenterebbe un danno anche per gli automobilisti, in quanto compromette gli investimenti e la manutenzione che servono a garantire l’efficienza e la sicurezza delle autostrade.
L’adeguamento al rialzo si stabilisce tenendo conto dell’inflazione basata sull’indice dei prezzi al consumo, degli investimenti sostenuti dai concessionari per migliorare la sicurezza e di indicatori di efficienza e qualità del servizio.
“L’Art (Autorità di Regolazione dei Trasporti, ndr) – scrive il ministero – ha determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà dell’1,5%. Dall’1 gennaio 2026, pertanto, per tutte le società concessionarie autostradali per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei relativi Piani Economico-Finanziari, sulla rete a pedaggio gestita, è previsto un adeguamento tariffario dell’1,5%, pari all’indice di inflazione programmata per l’anno 2026″.
IL SERVIZIO DEL TG8