Abruzzo a Bilbao: l’assessore Magnacca chiede fondi UE e stop alle multe green

All’Assemblea delle Regioni europee dell’Automotive, l’Abruzzo spinge per il rinvio delle sanzioni comunitarie al 2029: «Burocrazia inflessibile e costi energetici favoriscono la concorrenza cinese, serve il Made in Europe»

C’era anche l’Abruzzo, con il suo importante peso specifico nel settore metalmeccanico, al cruciale tavolo europeo sul futuro dell’automotive. L’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, ha preso parte a Bilbao ai lavori dell’Assemblea delle Regioni europee dell’Automotive (ARA), consesso che riunisce i territori del continente a più forte vocazione industriale nel comparto automobilistico.

Il summit ha offerto l’opportunità di un confronto serrato sull’IAA (Industrial Accelerator Act), lo strumento con cui l’Unione Europea punta a tracciare una rotta condivisa per rispondere alla grave crisi del settore. Nel corso del dibattito, l’Abruzzo ha espresso una posizione netta: rimettere al centro la competitività delle aziende, istituire un fondo europeo interamente dedicato all’automotive, facilitare l’accesso ai finanziamenti per le PMI e azzerare i lacci della burocrazia.

L’obiettivo strategico emerso da Bilbao è la difesa del sistema produttivo continentale contro i competitor asiatici. L’assessore Magnacca ha infatti invocato l’accelerazione degli investimenti in innovazione tecnologica, la promozione della guida autonoma europea e il sostegno a tutta la filiera dell’indotto.

«Dobbiamo puntare al Made in Europe certificando i passaggi produttivi: ritengo sia l’unica strategia per difendere i nostri territori dalla spietata concorrenza cinese» ha rimarcato Magnacca, esortando l’ARA a pretendere un cambio di passo da Bruxelles. «L’Europa deve tornare a decidere: la lentezza decisionale, unita a una burocrazia inflessibile e barocca, costituisce oggi il primo fattore di costo e incertezza per la nostra economia».

Dall’assemblea è emersa una forte convergenza anche sulle politiche energetiche, con la richiesta unanime di disaccoppiare i costi del gas da quelli dell’elettricità e di varare strategie d’impatto per l’approvvigionamento delle terre rare. La “Dichiarazione di Bilbao” firmata dalle Regioni suona come un richiamo al pragmatismo per la Commissione UE, affinché vi sia coerenza tra regole ambientali e sostenibilità industriale.

Tra le vittorie politiche rivendicate dalla delegazione abruzzese c’è l’accoglimento della proposta di posticipare le sanzioni comunitarie sulle emissioni:

«È stata recepita la nostra proposta di rinvio del sistema sanzionatorio, una misura che finora ha solo frenato gli investimenti e bloccato la produzione sia dei motori tradizionali sia degli elettrici, distruggendo posti di lavoro. Chiediamo la revisione delle multe prorogando le scadenze al 2029 e al 2032, così da non dare alibi ai costruttori e permettere loro di pianificare nuovi investimenti».

Una linea di pragmatismo economico che trova un riscontro speculare anche in Italia con il recentissimo DPCM “Automotive” del 23 maggio 2026. Il provvedimento del governo italiano mette sul piatto 1 miliardo e 343 milioni di euro a sostegno della filiera per ricerca, sviluppo e transizione energetica, intervenendo nel momento esatto in cui le case automobilistiche stanno ridisegnando i propri piani industriali.

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Gigliola Edmondo: