Coronavirus Abruzzo: il CNAT è centro di riferimento oculistico

Il CNAT, il Centro nazionale di eccellenza in Oftalmologia della Università d’Annunzio Chieti-Pescara, è il Centro di riferimento dell’Abruzzo per il Coronavirus in oculistica.

Il CNAT, diretto dal professor Leonardo Mastropasqua, è stato individuato dalla Società Oftalmologica Italiana come unico Centro di riferimento regionale del Coronavirus in oculistica.

Secondo un recente studio dei ricercatori dell’Istituto Spallanzani di Roma, il contagio può avvenire anche attraverso le lacrime di chi è positivo al Coronavirus. Gli occhi, dunque, non sono solo una delle porte di ingresso del virus nell’organismo, ma anche una potenziale fonte di contagio: in pratica il Covid-19, oltre che nell’apparato respiratorio, può replicarsi anche nelle congiuntive. Non a caso il primo medico deceduto per questa infezione era un oculista che si era infettato visitando un paziente.

“Le lacrime prodotte dalla ghiandola lacrimale vengono eliminate attraverso il naso e  la bocca, esiste infatti una via di comunicazione anatomica. – spiega il professor Mastropasqua – Per questo, instillando un collirio spesso se ne percepisce in bocca il sapore. Un’altra dimostrazione della presenza di questa continuità anatomica è l’associazione tra occhio secco ed esofagite da reflusso: in questa condizione patologica i succhi gastrici risalgono lungo l’esofago, attraversano il naso e giungono fino alla congiuntiva, alterandone il microambiente e generando l’occhio secco. Alla luce di queste ultime evidenze scientifiche è quanto mai importante preservare gli occhi. Per il naso e la bocca usiamo le mascherine, per proteggere gli occhi dobbiamo assolutamente evitare di toccarli con le mani, che devono essere lavate e sterilizzate spessissimo. Indossare gli occhiali è già un deterrente verso comportamenti non adeguati, ma è ugualmente necessario lavarli spesso con acqua e sapone. Chi lavora in ambienti a rischio, tipo ospedali, fabbriche o luoghi  di concentrazione umana, dovrebbe usare occhiali protettivi specifici. Particolare attenzione dovranno avere i portatori di lenti a contatto. In questo particolare periodo sarebbe meglio preferire gli occhiali, ma se è proprio necessario usare le lenti a contatto sono consigliate quelle giornaliere, poiché il virus può depositarsi anche sulle lenti. È comunque fondamentale lavare e sterilizzare le mani con estrema attenzione prima di inserire o togliere le lenti a contatto. Per chi usa un collirio, oltre alla pulizia delle mani occorre evitare il contatto del flacone con l’occhio”.

Ad oggi non sono state riscontrate evidenze scientifiche che individuino nel Covid la causa di alcune malattie oculari, mentre è assolutamente certo che la congiuntiva sia una via preferenziale di accesso del virus nel nostro corpo e che può essere via di contagio. Il virus arriva alla congiuntiva per le stesse vie utilizzate per la bocca o il naso: tosse,  starnuti, goccioline di saliva. Per questo l’utilizzo delle mascherine e il rispetto della distanza di sicurezza sono  fondamentali.

Anche la visita oculistica è un momento su cui porre attenzione perché la vicinanza tra oculista e paziente, necessaria per molte delle procedure, richiede una deroga alla distanza di sicurezza.

“Presso il Centro di Eccellenza della ASL di Chieti – si legge nella nota del CNAT – abbiamo attivato tutte le procedure per mettere in assoluta sicurezza medici e pazienti. I percorsi oculistici del policlinico Universitario della nostra ASL sono liberi dal Coronavirus. La Regione Abruzzo e la ASL 2 non hanno infatti identificato il Policlinico come ospedale Covid, individuato altrove. Attualmente la routine medica e chirurgica è stata sospesa, ma stiamo visitando e operando pazienti con emergenze-urgenze, come previsto da decreti ministeriali e regionali. Tutti i pazienti vengono preventivamente studiati con rilevamento della temperatura all’ingresso e precisa anamnesi, definita dalle linee guida della Società Oftalmologica Italiana e dell’American Academy. I pazienti vengono dilazionati nel tempo (1 ogni 40 minuti). Operatori e pazienti sono tutti muniti di dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti copricapo ecc.) e accompagnati da una sola persona, che attende a debita distanza in sale di attesa ampie ed adeguatamente preparate. Tutti gli strumenti e gli ambienti sono continuamente sanificati e muniti di barriere di protezione”.

Ovviamente ci si continua ad ammalare di tutte le altre patologie, anche se sembrano diminuite perché si ha paura di andare in ospedale e contrarre il virus. Molte prestazioni come la cataratta e la chirurgia refrattiva possono e devono essere rinviate, ma altri interventi – come trapianto di cornea, chirurgia del glaucoma, distacco di retina e traumi – devono essere effettuati.

“Vorrei ricordare – conclude il prof. Mastropasqua – che alcuni pazienti in particolare devono mantenere lo stretto contatto con l’oculista al fine di garantire la continuità terapeutica. Il paziente con malattie oculari croniche come le malattie retiniche, la maculopatia legata all’età superiore ai 50 anni, la retinopatia o maculopatia diabetica non devono interrompere il corretto calendario dei controlli periodici. Particolare attenzione meritano i pazienti già sottoposti e che si devono sottoporre a punture intravitreali; la delicatezza di queste patologie richiede continuità e tempestività del trattamento; sospendere cicli di terapia intravitreale o il normale follow-up di controllo può portare a danni retinici da sanguinamento e fibrosi che possono portare a peggioramento visivo irreversibile. Particolare attenzione devono prestare anche i pazienti glaucomatosi: il controllo della pressione oculare e l’aderenza alla terapia prescritta dall’oculista curante rimangono i cardini di un buon controllo della malattia. Devono subito contattare l’oculista o recarsi in pronto soccorso oculistico i pazienti con calo del visus rapido, riduzione rapida del campo visivo, visione di linee distorte (per esempio lungo il bordo delle porte), dolore oculare e congiuntivite. Il Pronto soccorso del nostro Centro continua ad essere aperto 24h anche durante l’emergenza Covid-19. Inoltre, presso il Centro Nazionale della ASL Chieti e dell’Università d’Annunzio abbiamo istituito un servizio di telemedicina oftalmica: si può telefonare (inviare foto o filmati attraverso whatsapp) al numero 3500088636, un oculista del nostro team risponderà ai quesiti dalle ore 08.00 alle ore 20.00”.

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Marina Moretti: