Ricorso Governo contro ordinanza Marsilio: domani l’udienza del Tar, i possibili scenari

Si terrà domani, nel primo pomeriggio per via telematica, l’udienza del Tar L’Aquila sul ricorso presentato dal Governo in merito all’ordinanza sulla zona arancione firmata nei giorni scorsi dal Presidente Marsilio.

Il presidente del Tar Umberto Realfonzo ha così deciso di non tener conto della iniziale richiesta di prendere una decisione ‘inaudita altera parte’, ossia senza ascoltare la Regione, avendo deciso invece di prendere in esame le varie posizioni. A questo va aggiunto che non è detto che in quella sede il Tar si pronunci solo per una sospensiva dell’ordinanza, ma potrebbe anche entrare nel merito.

Nel decreto di convocazione dell’udienza di domani il giudice del Tar abruzzese spiega che “la questione sostanziale, dell’unitaria gestione dell’emergenza da Covid-19 in ricorso, interseca sensibili profili istituzionali che tuttavia devono essere prudentemente delibati nella bilanciata valutazione dell’andamento epidemiologico nella regione in rapporto alle difficoltà economiche e sociali”, e quindi è opportuno sentire le parti tutte insieme. Quindi ” il rinvio a domani della decisione sulla presente istanza interinale di sospensione non appare tale da mettere realmente a rischio la salute pubblica nella Regione in relazione alla circostanza per cui il numero di casi si presenterebbe in leggera continua diminuzione”. Il Tar auspica che “in conseguenza, onde dare il giusto tempo di riflessione e di eventuale interlocuzione alle parti, può disporsi per la giornata di domani l’audizione da remoto dei Difensori del Ministero e della Regione Abruzzo resistente”.

L’udienza di domani coincide con la riunione della cabina di regia nazionale chiamata ad esaminare i dati epidemiologici e certificare se ci sono le condizioni per una ‘promozione’ da rossa ad arancione. Qualora venisse confermato quello che il governo ha scritto nel ricorso e cioè che l’Abruzzo dal 27 novembre ha presentato dati sui contagi più positivi e quindi dopo 14 giorni (scadenza 11 dicembre ) sarebbe tornata arancione, allora il via libera ci sarebbe ma con la operatività che il ministro Speranza sancirebbe per domenica 13. E’ da capire cosa accadrà in Abruzzo: qualora il Tar dovesse decidere domani l’Abruzzo tornerebbe in zona rossa per due giorni, se si dovesse riservare accadrebbe per poche ore o addirittura per nulla se la decisione dovesse arrivare tra domenica sera e lunedì. Da ricordare che nella diffida il ministro degli Affari regionali Boccia aveva parlato di passaggio all’arancione non prima del 9, ieri.

“Posto che il 27 novembre la cabina di regia ha accertato per la prima volta la riduzione dello scenario epidemico condizione poi confermata dal monitoraggio del 4 dicembre, il periodo di 14 giorni era destinato a perfezionarsi non prima dell’11 dicembre”. E’ una della contestazioni che il governo fa alla Regione Abruzzo contro la ordinanza del presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, con la quale a partire dal 7 dicembre scorso viene reintrodotta la zona arancione e cancellata la zona rossa in cui il territorio era finito dal 18 novembre scorso alla luce di una decisione dello stesso governatore adottata per la drammatica impennata di contagi che ha messo a dura prova il sistema sanitario regionale. Il rilievo è contenuto nel ricorso presentato al Tar dell’Aquila dall’Avvocatura dello Stato che ha chiesto, per conto della Presidenza del Consiglio, nella persona del premier, Giuseppe Conte, e del Ministero della Salute, nella persona del Ministro Roberto Speranza, l’annullamento della ordinanza di Marsilio.

Nella diffida inviata alla Regione dal Ministro delle Regioni Francesco Boccia, lo scorso 6 dicembre, data in cui il governatore abruzzese ha firmato la ordinanza, si parlava di ritorno della Regione in zona arancione non prima del 9 dicembre.

“Le misure ampliative introdotte dalla Regione Abruzzo anticipando gli effetti o gli eventuali e, al momento non ancora adottati, provvedimenti di riclassificazione della Regione da zona rossa a zona arancione rischiano nell’attuale, delicato, contesto di portare ad un improvvisa impennata della curva dei contagi e gravissime e incalcolabili conseguenze nella salute delle persone e per la tenuta dei sistemi sanitari regionali“. E’ uno dei passaggi del ricorso presentato al Tar dell’Aquila dall’Avvocatura dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio.

“Eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza dei presupposti in fatto illogicità e violazione del principio di leale collaborazione”: sono queste le contestazioni che il governo nazionale formula alla Regione Abruzzo nel ricorso al Tar dell’Aquila contro la ordinanza con cui il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, ha cancellato la zona rossa reintroducendo senza l’avallo di Roma, quella arancione. Nel documento in cui la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute chiede l’annullamento del provvedimento regionale. Il ricorso si contesta anche la violazione costituzionale dei poteri dello Stato essendo la competenza della emergenza sanitaria causata dalla pandemia dello Stato centrale. Il ricorso è stato curato dagli avvocati dello stato Sergio Fiorentino, Gianna Galluzzo e Carla Colelli.

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