Federico Caffè: finalmente il tributo dell’Abruzzo con un premio a lui intitolato

Il 6 gennaio del 1914 nasceva a Pescara Federico Caffè, uno dei più colti e raffinati economisti italiani, professore fuori ruolo di Politica economica e finanziaria all’Università di Roma. La notte del 14 aprile 1987 Caffè lasciò la propria abitazione romana, sulla collina di Monte Mario, scomparendo per sempre senza lasciar alcuna traccia. L’Abruzzo lo ricorda con un premio a lui intitolato.

Alfiere del pensiero keynesiano e del welfare state, antifascista e attento osservatore della società italiana, Caffè è stato un intellettuale poliedrico ed enciclopedico, capace di ragionar d’economia cogliendo le implicazioni umane, sociali e culturali essenziali per la costruzione di una società fondata sul benessere degli individui.

Federico Caffè nacque il 6 gennaio 1914 a Castellammare Adriatico, secondogenito di una famiglia economicamente modesta: il padre Vincenzo era un ferroviere, mentre la madre Erminia integrava il magro bilancio famigliare dirigendo un piccolo laboratorio di ricamo. Caffè rimase sempre molto legato alla madre, ereditando da essa la passione per la cultura letteraria, musicale ed estetica che caratterizzò l’eclettica personalità dell’economista per tutta la vita.

Lo sforzo di Caffè di “sprovincializzare” la cultura economica italiana, arroccata su anguste parrocchie culturali e scuole di pensiero dogmatiche, non si esaurì esclusivamente nell’infaticabile opera di traduzione di centinaia di saggi in lingua straniera. Egli fu infatti dal 1965 al 1974 direttore dell’Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari “Luigi Einaudi” di Roma, responsabile dell’erogazione di borse di studio che permisero a molti giovani economisti italiani di frequentare le più prestigiose università italiane. Negli ultimi anni la vita di Caffè fu turbata da dolorose tragedie: a distanza di poco tempo perse la madre ultranovantenne e la vecchia tata Giulia, colpita da un tumore, a cui l’economista era profondamente legato. Alla morte delle donne della sua vita si aggiunse anche la perdita tragica e inaspettata di amici e allievi, tra cui Bruno Franciosi, collega alla Sapienza morto in un incidente stradale nel 1986, ed Ezio Tarantelli, economista assassinato dalle Brigate Rosse nel 1985 a causa del ruolo svolto nel taglio degli scatti della scala mobile decretato nel 1984.

Le ipotesi sulla scomparsa dell’economista, ad oggi ancora irrisolta, sono molteplici, anche se la pista più probabile è quella di un allontanamento volontario. Molti hanno voluto vedere la sua scomparsa come una sorta di esilio, simile a quello del fisico Ettore Majorana, che l’economista vedeva come unica alternativa praticabile al suicidio. Infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa si era tolto la vita Primo Levi (in circostanze altrettanto sospette): appresa la notizia, Caffè ne rimase colpito, chiedendosi “Perché sotto gli occhi di tutti? Perché straziare i parenti?”. 

Undici anni dopo la scomparsa, l’8 agosto 1998, il Tribunale di Roma dichiarò la morte presunta di Caffè, apponendo un sigillo ad una vicenda destinata a non avere epilogo.

“Noi pescaresi – commenta il consigliere regionale del PD Antonio Blasioli, primo firmatario del premio istituito– abbiamo un debito verso questo grande concittadino. Non gli dedicammo la giusta attenzione quando operava e lo dimenticammo dopo la sua scomparsa nel 1987. Quando si parla della sua figura si può scegliere tra i diversi profili che lo hanno caratterizzato. Federico Caffè come uomo, Federico Caffè e il suo pensiero economico, estremamente attuale, Federico Caffè come uomo di cultura o Federico Caffè come instancabile insegnante: “metalmeccanico dell’università”, come amava definirsi. Si può parlare del Prof. Caffè per l’utopia o per il suo riformismo radicale o, ancora, per il mistero della sua scomparsa. A me, però, piace ricordarlo come “consigliere del cittadino e non del Principe”, come veniva definito, perché ci permette di guardare anche alla situazione che viviamo e ai problemi legati al precariato, alla disoccupazione e all’ingiustizia sociale, tutti temi che caratterizzavano la lezione politica di Caffè e che coinvolgono soprattutto i giovani”.

“Da quest’anno un primo passo lo abbiamo fatto. Le forze di centrosinistra – spiega Blasioli – presenti in Regione hanno predisposto e sottoposto al Consiglio, che all’unanimità lo ha approvato, il progetto di legge “Istituzione del Premio regionale Federico Caffè”. Ritengo che il Premio regionale “Federico Caffè”, destinato ai migliori lavori di tesi di laurea in Economia politica e Politica economica, sia non solo il giusto riconoscimento in carriera per le giovani eccellenze del territorio che, con professionalità e competenza, emergono per i propri meriti di studio e ricerca, ma anche il miglior tributo di riconoscenza al professor Caffè, affinché le nuove generazioni di studenti sappiano chi era, qual era il suo pensiero economico e cosa ha rappresentato per Pescara e l’Abruzzo”.

Con la L.R. 5 agosto 2020, n. 22 la Regione Abruzzo, approvando la proposta di cui sono il primo firmatario, ha istituito il premio Regionale “Federico Caffè” destinato alle migliori tesi di laurea in Economia politica e Politica economica redatte dagli studenti dei corsi di laurea magistrale in economia degli atenei italiani. Per gli studenti laureati in economia nell’anno 2020 sono stati previsti 4 premi dell’importo di € 2.500,00 ciascuno da assegnare alle migliori tesi. Sul sito istituzionale del Consiglio regionale è stato pubblicato l’Avviso pubblico per la partecipazione al premio (http://www.consiglio.regione.abruzzo.it/sites/default/files/pagine/196281/avviso-premio-federico-caffe.pdf) e voglio ringraziare la Presidenza del Consiglio Regionale per questo impegno.

Le Tesi di laurea dovranno essere trasmesse entro le ore 12 del giorno 10.02.2021 tramite email certificata, con oggetto “Partecipazione al Premio Federico Caffè”, all’indirizzo di posta certificata del Consiglio regionale protocollo@pec.crabruzzo.it .

La valutazione delle Tesi di Laurea è effettuata dalla Commissione esaminatrice (che sarà composta da cinque membri, i cui nominativi saranno indicati: uno dall’Associazione Federico Caffè; due dai Rettori, tra i professori di Politica economica ed Economia politica, degli Atenei abruzzesi; il Preside dell’Istituto tecnico “Tito Acerbo” di Pescara; uno designato dal Presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo) entro il 31.03.2021. A conclusione della valutazione comparativa delle tesi di laurea si stilerà la graduatoria di merito.
La cerimonia di premiazione della prima edizione si svolgerà il 15 aprile 2021, presso l’Istituto Tecnico di Pescara “Tito Acerbo” che è la scuola della formazione di Federico.

“Sono molto felice di veder entrare nel vivo l’organizzazione di questo Premio, da me fortemente voluto – conclude Blasioli- e di cui sono stato ideatore della proposta di legge istitutiva, perché è un’idea che nasceva dalla necessità di ricordare e promuovere il nome, la personalità e l’attualità del pensiero di uno degli economisti italiani più fulgidi del secolo scorso, in una regione e in una città natale che a tanti anni dalla sua misteriosa e improvvisa scomparsa non l’avevano ancora ricordato”.

IL SERVIZIO DEL TG8:

Barbara Orsini: