Attiva, a Pescara la protesta con le magliette in Consiglio regionale

Escalation della protesta degli interinali di Attiva a Pescara. Oggi pomeriggio sono entrati in Comune dove si svolge il Consiglio regionale con le magliette e gli striscioni.

I precari ai quali non è stato rinnovato il contratto, ormai da settimane hanno attivato un presidio permanente in Piazza Italia, per tenere alta l’attenzione sulla loro situazione, tutt’altro che definita nonostante gli impegni. Dopo una serie di incontri andati a vuoto, oggi hanno approfittato della riunione in città del Consiglio Regionale per verificare la situazione, in particolare con il governatore Luciano D’Alfonso, il quale ne ha incontrato una delegazione.

Hanno atteso che finisse il momento dedicato alla Shoah, alla giornata della Memoria, poi hanno aperto giacconi e giubbotti mostrando le magliette con tutto il loro malumore per una situazione diventata insostenibile. Sono i lavoratori interinali di Attiva che proseguono il presidio con tende sotto Palazzo di Città e nel pomeriggio hanno manifestato in Consiglio Regionale, a Pescara. Hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il quale ha detto loro che continuerà a interessarsi della questione promuovendo il continuo contatto con l’Amministrazione Comunale. D’Alfonso ha detto che si sta attendendo il pronunciamento della Corte dei Conti e che si cercherà di trovare soluzioni nel rispetto della legge.

“Il mio impegno sarà quello di sollecitare, nel pieno rispetto delle regole, l’accelerazione delle procedure per risolvere questa vertenza”. Lo ha sottolineato il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, nel corso dell’incontro con gli ex lavoratori interinali della Attiva – la società del Comune di Pescara che cura l’igiene urbana in città – avvenuto a margine della seduta di oggi pomeriggio del Consiglio regionale. “La decisione dell’amministrazione comunale di chiedere un parere alla Corte dei Conti – ha sottolineato D’Alfonso – è già di per sé la manifestazione di una volontà di apertura nei confronti dei lavoratori, perché è fondamentale individuare una soluzione condivisa, che da un lato risponda alle legittime aspettative di chi ha lavorato per 8 anni con contratti interinali, e dall’altro garantisca la legittimità di qualunque procedura, che deve fare i conti con le modifiche intervenute nel quadro normativo di riferimento”. Successivamente il presidente ha incontrato una delegazione di cittadini che chiedevano di non chiudere il punto nascita di Ortona. D’Alfonso ha ricordato che “è stata fatta una lettera per sollecitare una nuova valutazione della vicenda ma va tenuto conto che l’iniziativa è in mano all’Agenas e al Ministero della Salute. Si è attivata una riflessione anche a livello internazionale – ad esempio in Francia – per far sì che si riconsiderino il dato freddo dei numeri e le particolarità geomorfologiche dei territori. Su questo anche la direzione generale della Sanità ha una sensibilità particolare, quindi confido in un’evoluzione positiva e provvederò a riconvocare il tavolo regionale di merito”.

Il commento del capogruppo di Forza Italia alla Regione, Lorenzo Sospiri sulla questione Attiva:

“Gli ex operatori della Attiva, rimasti senza lavoro da ben 26 giorni, hanno bisogno di soluzioni concrete al dramma che stanno vivendo, non delle solite chiacchiere del Governatore D’Alfonso. Oggi l’unica strada percorribile per un loro reinserimento professionale è quello di incrementare subito i servizi concessi ad Attiva, come abbiamo fatto con il cimitero dei Colli Innamorati, rendendo possibile un incremento del personale necessario, aprendo una strada per gli ex precari. Tutti gli altri tecnicismi, come la presunta lettera alla Corte dei Conti, sono chiacchiere tese a prendere tempo, un vano tentativo del Presidente D’Alfonso di surrogare l’assenza di un sindaco che fa finta di non avere un serio problema dentro casa sua”.

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Carmine Perantuono: Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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  • Bene proteggere queste famiglie, ma occorre comunque fare delle distinzioni e porsi delle domande.
    Come hanno avuto queste persone il loro posto in origine?
    Concorso? liste disoccupati? spartizioni politiche?
    se a seguito delle prime due fate bene ma se è la terza state oltraggiando le migliaia di persone che in Abruzzo cercano un lavoro e che non hanno avuto politici che li hanno favoriti