Ogni giorno arrivano richieste dalle Prefetture alle varie associazioni di volontariato per accogliere i rifugiati, approdati in Italia, e distribuiti su tutto il territorio nazionale, anche in Abruzzo. Nuove ondate di profughi hanno interessato anche nostra regione dove la situazione diventa difficile, le strutture sono poche, i posti pure. Siamo andati alla cittadella dell’Accoglienza della Caritas di Pescara dove sono una quindicina i ragazzi, tutti al di sotto dei 30 anni, fuggiti dalla guerra, dall’Afghanistan, dal Senegal, dal Mali. Erminio Di Filippo, responsabile della cittadella, riferisce che proprio oggi la Prefettura ha avanzato richiesta di accoglienza, ma i posti sono già occupati dagli attuali ospiti che hanno chiesto asilo politico, domanda che dovrà essere vagliata, e successivamente accettata dalle Questure, per consentire la permanenza di questi giovani in Italia. Si trovano bene a Pescara, dicono, la gente è accogliente, e qui, alla Caritas, hanno trovato un grande aiuto. Abdul Karim è arrivato in Sicilia dalla Libia, un viaggio difficile, che gli è costato caro, 8.000 dollari, un’avventura iniziata anni fa, quando a causa della guerriglia per l’indipendenza a Casamas, regione situata nella parte meridionale del Senegal, ha iniziato il viaggio, prima la Libia, dove ha lavorato per anni per racimolare il denaro, poi il mare, e l’Italia. Ibrahim invece, viene dall’Afghanistan, stessa situazione di violenza, non sa nemmeno dov’è la sua famiglia, ha attraversato la Turchia, poi la Grecia e da lì l’Italia, 9.000 dollari per raggiungere lo Stivale. Intanto la prossima settimana per la cittadella dell’accoglienza della Caritas di Pescara, ci sarà una data importante, dopo tante vicissitudini sarà finalmente inaugurato il dormitorio. Servono volontari, vestiti e cibo, l’appello è a tutti i cittadini, per un prezioso contributo.
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