Nei giorni scorsi il sindaco Massimo Cialente aveva lanciato l’allarme sulle risorse per la ricostruzione. “Se ci vengono dati i 110 milioni di euro che avanzano di cassa, ha sottolineato il primo cittadino dell’Aquila, tra la fine di settembre e la metà di ottobre avremo utilizzato tutte le risorse e penso che si bloccheranno i cantieri”. Cialente ha ribadito come non sia sufficiente, per l’avanzare del cronoprogramma dei lavori, il miliardo e 200 milioni stanziati dal Parlamento e spalmati in sei anni. Per quanto riguarda gli altri 56 comuni del cratere sismico, per l’avvio dei cantieri, le relative amministrazioni possono contare sulla disponibilità di 261 milioni dei 470 stanziati nel dicembre dello scorso anno dal CIPE, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Serviranno a finanziare le oltre 200 pratiche all’esame degli Uffici territoriali per la ricostruzione coordinati dall’Ufficio Speciale. Per quanto riguarda i piani di ricostruzione dei comuni sono 31 quelli adottati per 13 dei quali sono state sottoscritte le relative intese durante la gestione commissariale. Altri 20 sono in corso di valutazione e comunque entro la fine di quest’anno altri 15 piani dovrebbero avere il via libera per consentire, così, l’avvio dei cantieri nei centri storici dei borghi. Per la ricostruzione pubblica sono disponibili 188 milioni per il triennio 2013-2015 di cui 127 per le infrastrutture e gli immobili comunali. 71 milioni sono le risorse destinate ai progetti presentati entro quest’anno.
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