Diecimila immigrati in più sono diventati residenti nelle città abruzzesi in un solo anno, dal 2012 al 2013. E’ uno tra i principali dei dati contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione appena sfornato dall’UNAR e presentato stamani a Pescara su iniziativa della CNA Abruzzo. La popolazione residente proveniente dall’estero è aumentata, in 12 mesi, per l’esattezza, da 74.939 a 84.285. Siamo al 6,3% dell’incidenza sulla popolazione complessiva. Meno della media nazionale dell’8,1%, ma molto oltre i dati del sud, fermo al 3,6%, sempre soffermandosi sui residenti regolari. In Abruzzo nel 2013 sono stati 2.313 i permessi di soggiorno non rinnovati, in prevalenza per donne e per motivi di lavoro o di famiglia. Proprio queste ragioni – hanno spiegato i ricercatori- hanno fatto pensare a un fallimento del processo migratorio di singoli e di nuclei familiari. Il numero di occupati è del resto diminuito. In Abruzzo quelli nati all’estero sono 68.377, ma questo dato va depurato dal gran numero di italiani di ritorno da oltralpe, figli di emigranti di prima generazione. In Abruzzo è più elevata la quota degli occupati in agricoltura, comparto che incide in maniera altamente significativa sulle nuove assunzioni. Le imprese guidate da immigrati sono in Abruzzo l’8,5 del totale: sono aumentate in tutto l’Abruzzo, mentre quelle a conduzione italiana sono diminuite. In crescita anche la popolazione scolastica, oltre quota 13 mila unità e l’entità delle rimesse in denaro ai paesi d’origine: nel 2013 oltre 74 milioni di euro. Un vastissimo dossier di dati, quello elaborato dall’UNAR, ora messo a disposizione delle istituzioni e dei portatori di interesse territoriali, perché l’immigrazione è parte di noi –si è ricordato stamani-, non un problema, ma una risorsa della nostra economia e della nostra società.
Abruzzo, +10 mila immigrati residenti all’anno

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