Ciclismo Tirreno Adriatico – Bene, brava Cepagatti

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Ciclismo Tirreno Adriatico – Conclusa l’edizione 2016 della corsa dei due mari. Promossa a pieni voti Cepagatti. L’Abruzzo c’è, sempre e comunque.

Doveva essere la frazione più facile, la tappa per smaltire le fatiche di Monte San Vicino e per preparare la crono finale. E invece è stata semplicemente la tappa. La tappa regina della Tirreno Adriatico. Un podio che le grandi classiche del nord guardano con invidia: Van Avermaet, Sagan e Kwiatowski. Due campioni del mondo e il belga tra i più accreditati per le corse di un giorno. E’ stata la tappa, la frazione che ha visto scatenare l’inferno. L’azione decisiva al primo passaggio sul traguardo di Cepagatti: la fuga giusta con Nibali all’inseguimento e con Valverde che ha scremato il gruppo. E’ stata la tappa regina. Bravi tutti. Dal presidente del comitato tappa Iacovozzi a chi ha avuto fiducia nelle nostre strade. Ma un plauso speciale alla mente del ciclismo abruzzese. Quel  Maurizio Formichetti che sa disegnare ciclismo. Guai a dimenticare gli arrivi di Chieti o il sorriso strappato dopo una fatica immensa ad Alberto Contador sul terribile muro di Guardiagrele. Una certezza c’è: Formichetti e l’Abruzzo non tradiscono mai. A Roccaraso l’arrivederci con la corsa rosa. Con un messaggio chiaro: quando il ciclismo bussa, le nostre strade rispondono sempre. E lo fanno in grande stile.

L'autore

Enrico Giancarli
Laureato in Economia e Commercio con tesi realizzata a Mediaset su costi e ricavi di un prodotto televisivo, si occupa di sport per Rete8. Responsabile comunicazione sui campi per i giochi del mediterraneo del 2009, inviato per Sky Sport alla Tirreno – Adriatico e al Giro d’Italia 2015, Telecronista di Londra 2012 per il basket e di Baku 2015 per la MTB. Ha giocato a pallavolo in serie A, pratica ciclismo nel quale ha vinto due titoli italiani ed un mondiale UCI riservato ai giornalisti. Cerca di raccontare gli eventi aggiungendo alla cronaca le emozioni che lo sport praticato sa regalargli.

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