No Ombrina: La strategia oltre il Referendum

Vicenda No Ombrina: La strategia oltre il Referendum illustrata oggi dalle associazioni che si battono contro le trivelle, subito una proposta di legge regionale per bloccare l’iter.

ieri la presentazione in Cassazione dei 5 quesiti referendari contro le trivellazioni previste dallo Sblocca Italia ed uno contro i progetti di Oil&Gas in mare, da parte di dieci regione italiane, il doppio di quelle previste, secondo la Costituzione. Tra un mese verrà dato un parere sulla regolarità, entro febbraio il parere definitivo dalla Costituzione per la sua ammissibilità, a quel punto gli italiani saranno chiamati al voto tra aprile e giugno del prossimo anno. Questi i passaggi chiave della manovra di accerchiamento contro chi, governo in  testa, pensa di poter ridurre diverse Regioni italiane, comprese l’Abruzzo, in vere e proprie riserve minerarie. Ma la strada dei referendum, per quanto importante, potrebbe non bastare ad evitare il peggio, ecco perchè é necessaria una strategia di appoggio che blocchi una procedura, come ad esempio quella della Rockhopper, che altrimenti rischia di proseguire nonostante il referendum. A suggerirla tutte le associazioni ambientaliste ed in particolare il Coordinamento Nazionale No Triv:

“A stretto giro la Regione Abruzzo – spiega Enzo Di Salvatore del Coordinamento Nazionale – dovrà presentare ed approvare una proposta di legge contro le trivelle, una volta varata sarà certamente impugnata dal Governo per l’evidente contrasto con quanto indicato dallo Sblocca Italia. A quel punto passerà del tempo prima che le Autorità Competenti si esprimano sui ricorsi, almeno un anno, quanto basta per consentire agli italiani di andare al voto con la speranza che l’esito sia indirizzato verso un No deciso contro le trivelle.”

Altro passaggio fondamentale, come ha ricordato Luciano Di Tizio del Wwf e sottolineato da Giuseppe Di Marco di Legambiente, é l’istituzione del Parco della Costa Teatina, provvedimento atteso da 15 anni che non può ancora ritardare anche alla luce dei rischi dello Sblocca Italia.

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L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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