L’Aquila, carenza di personale alla Asl: la Cgil scrive al neo manager Testa

Una grave situazione, che si traduce nella “drammatica riduzione dei servizi alla persona” quella che vive la sanità pubblica provinciale. Una lunga lettera aperta della Cgil al neo manager della Asl n. 1 Roberto Testa.

Sono le parole con cui il segretario della Cgil aquilana Francesco Marrelli e il segretario della Funzione pubblica sanitaria Anthony Pasqualone iniziano la loro lettera indirizzata al neo direttore generale della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa. Una lettera accorata, inviata nei giorni delle ferie estive in cui più si sente il peso della carenza di personale. Perché le malattie, le esigenze degli utenti, non vanno mai in ferie. Una lettera aperta, quella della Cgil, che in realtà non è assicurato che giunga alla giusta destinazione, visto che la giunta regionale – dopo la crisi della maggioranza scaturita dalla ribellione della Lega proprio sulla nomina non condivisa dei manager dell’Aquila e di Chieti e la successiva richiesta di una verifica – non ha insomma ancora ufficializzato la nomina dei due direttori.

Il territorio della provincia dell’Aquila  rischia un inesorabile abbandono delle aree montane a causa della scarsità di servizi pubblici e di lavoro. La politica in questi ultimi dieci anni ha concentrato il suo operato sulla quadratura dei bilanci e sui diktat che arrivavano dal ministero della Salute e da quello dell’Economia. Tutto ciò ha prodotto una carenza di personale sanitario stimabile – scrive la Cgil – in oltre 1.000 unità lavorative, e poi liste di attesa che per alcune visite specialistiche superano i 450 giorni, la chiusura del punto nascita di Sulmona.

Un elenco ancora lungo quello messo su carta dal sindacato, che fa un appello al futuro manager della Asl:

Le chiediamo di rimettere al centro della sua azione la persona, cioè le lavoratrici e i lavoratori che per troppi anni hanno vissuto condizioni massacranti di lavoro pur di assicurare la continuità del servizio, e gli utenti, ovvero coloro che si rivolgono al sistema sanitario pubblico che deve garantire la qualità delle prestazioni. Lei – continua la Cgil nella sua lettera aperta – dovrà assumere scelte ispirate dalla competenza e dalla concretezza al fine di dare le dovute risposte in termini di erogazione di servizi essenziali e dovrà improntare la sua azione al rispetto per i lavoratori migliorandone le condizioni di lavoro e di vita. Il coinvolgimento delle parti sociali e degli attori che vivono il nostro territorio è essenziale per una corretta gestione che vuole essere incentrata sui principi della partecipazione e della legalità ed al superamento delle disuguaglianze

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