L’Aquila, tasse da restituire: martedì ultimo giorno per gli emendamenti

I senatori abruzzesi hanno tempo fino a martedì 12 giugno per presentare gli emendamenti al decreto sul Sisma Italia firmato la settimana scorsa dall’ex presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni.

Emendamenti che sono al momento l’unica via d’uscita, l’unica strategia per poter bloccare gli effetti nefasti della restituzione delle tasse sospese alle imprese del cratere sismico dopo il terremoto del 2009. Oltre cento milioni di euro tra more e interessi, un salasso per un territorio che annaspa e affanna da nove anni. Nella riunione convocata dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli per questa mattina a Palazzo Silone, sede della Giunta regionale, ha partecipato una buona rappresentanza di parlamentari che ora hanno pochi giorni di tempo per fare presa sul Governo appena formato e con il quale è rimasta in dialogo continuo la commissaria straordinaria del centro Italia, Paola De Micheli.

Una strategia già decisa da tempo, basata su pochi assunti su cui il territorio dell’Aquila non intende concedere deroghe: la richiesta al nuovo Governo di riaprire la questione con Bruxelles, una procedura complessa che, però, non arriverà a conclusione prima di luglio, quando scadrà la proroga di 120 giorni per l’esecuzione di tutta la procedura prevista in capo alla commissaria straordinaria Maria Teresa Calabrò, per il recupero delle imposte del 2010.

Quel che viene chiesto al Governo è di interpretare la misura che l’Europa ha adottato nei confronti delle zone terremotate (e quindi dell’Italia) in maniera diversa da come venne tradotta nel Dpcm del governo precedente, dove il cosiddetto ‘de minimis s’intende a 200mila euro invece che a 500mila euro e da usare in franchigia. De Micheli ha già parlato con il relatore grillino Stefano Patuanelli, e si è detto disponibile, ma il tempo è breve.

L’emendamento del relatore Patuanelli ha bisogno dell’approvazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria e di quello per le Relazioni con l’Europa, ossia il ministro Paolo Savona, dal quale, per le posizioni assunte verso l’Europa, Lolli si aspetta un atteggiamento forte e determinato, “che possa usare la vicenda delle tasse da restituire come testimonianza delle sue posizioni critiche nei confronti dell’Europa”, chiosa Lolli.

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