Abruzzo, troppi i tagli previsti per Mercatone Uno di Pineto

Anche in Abruzzo c’è forte preoccupazione per il Mercatone Uno di Scerne di Pineto. L’acquisizione da parte della Shernon Holding non basta a tranquillizzare i sindacati, visto che si annuncia il dimezzamento del personale.

Il fatto che accada in tutte le sedi italiane non può consolare: l’ennesima crisi di Mercatone Uno apre la strada ad una drastica riduzione di personale. Dalla Lombardia all’Abruzzo, l’azienda rischia di vedere dimezzato il numero di dipendenti. I sindacati già da tempo manifestano apprensione per il futuro del gruppo, da tre anni in amministrazione controllata a causa delle situazione debitoria di circa 450 milioni di euro per i 75 punti vendita. In Toscana è già scattato lo stato di agitazione. Nel mese di aprile la Shernon Holding ha presentato un’offerta di acquisto ai commissari straordinari, da questa documentazione emerge che l’organico previsto per la sede di Pineto (10.000 metri quadri) è di 37 lavoratori part time e un solo full time (presumibilmente il direttore). Attualmente a Scerne i dipendenti a tempo pieno sono 40, mentre quelli a tempo parziale sono 22. I lavoratori ritengono che i tagli annunciati per questa sede siano eccessivi e ancora più drastici rispetto a quelli ipotizzati nelle altre sedi del gruppo. E questo nonostante il fatto che lo store del teramano comprenda il magazzino di carico e scarico del punto vendita di Sambuceto e che tutti gli ordini partano da qui. Il timore è che gli acquirenti di Mercatone Uno abbiano intenzione di destinare questo stabilimento allo smistamento delle vendite on line.

Nato nel 1983 dall’iniziativa dell’imprenditore Romano Cenni, il gruppo Mercatone Uno si occupa della grande distribuzione organizzata di mobili e complementi d’arredo a costi competitivi. Negli anni la società si è diffusa capillarmente su tutto il territorio italiano. Poi è arrivata la crisi, e dal 2015 Mercatone Uno è in amministrazione straordinaria. A marzo i commissari straordinari del gruppo (Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari) hanno incontrato al Mise i rappresentanti nazionali e territoriali delle organizzazioni sindacali delle regioni interessate. Dal tavolo sarebbe è emersa l’ipotesi di vendita unitaria alla Shernon Holding SpA.

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