L’Aquila – Cronache dai “bassifondi” di Case e Map

case progetto laquila

La signora Carla Liberatore ci scrive e ci segnala notizie dai “bassifondi” delle Case e Map delle New Town aquilane .

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il suo racconto e le sue considerazioni.

Voglio continuare a darvi notizie su quanto succede nei quartieri MAP e CASE a costo di sembrare oltre che monotona anche pallosa ma è bene che la gente sappia e che oltre la nostra porta di casa fra pareti dorate, per chi se lo può permettere, c’è un intero popolo di sconosciuti che lottano per sopravvivenza nella nostra città. Ci sono persone che vanno nei cassonetti dell’immondizia a cercare cibo commestibile fra quello che viene gettato nei supermercati all’ora di chiusura. Parte della nostra gente infatti è stata ridotta a questo da dopo il terremoto in un territorio che già da prima non era ricco ma ora è più che mai povero, soprattutto è mestamente impoverito da decenni di amministrazioni operate in favore di chissà cosa e chissà chi e a discapito della gente, quella vera, quella che questa città ha veramente da sempre contribuito ad alimentarla e a renderla bella con le sue idee, con le sue creatività artistiche e di ogni altro genere. I nostri amministratori, depredando da sempre tutte queste ricchezze passate e presenti non hanno mai tenuto conto che stavano amministrando un grande patrimonio culturale, storico, artistico, esoterico, sociale e popolare. Tutto ciò è sempre solo servito per vantarsi di quanto rappresentavano per appagare ancora una volta il loro smisurato ego fanatico e vanesio. I progetti CASE e MAP nati dopo il terremoto che ci ha distrutto l’anima, la mente, il corpo, la città e tutte le nostre vite, occorrevano ad accogliere coloro rimasti senza una abitazione e così in parte è stato ed è tutt’ora se non fosse che non si sa bene per effetto di quale convenienza o in nome di quale legge, alcune persone assolutamente non abbienti sono state già sbattute fuori con ordine di sfratto esecutivo perché ree di non aver pagato mai nulla, senza che nessuno dei supervisori comunali si sia mai posto il dubbio di andare a vedere chi fossero queste persone e come vivesse questa gente. Altre sono in attesa di sentenza sospesa probabilmente solo per il fatto che il nostro sindaco è in vacanza mentre il suo popolo muore di fame e di angherie fatte da cavilli legali se così vogliamo chiamarli perché infatti a detta di vari avvocati ‘legali’ non lo sono proprio per niente. Gli sfrattandi sono dunque in attesa di queste sentenze che spesso suonano come una condanna a morte, cioè vale a dire che quel poco di anima, di vita e di dignità, moriranno nel giorno in cui gli verrà tolta l’unica cosa che ancora gli rimane: una casetta di massimo 50 mq. D’accordissimo con coloro che tuonano ‘in molti pur potendo non hanno mai pagato!!!’ Ebbene, quei molti benestanti che pur potendo non hanno mai pagato, mi domando e dico, ma chi ce li ha messi in quelle case? E per questo tutti gli altri devono vivere in un regime di terrorismo sociale? Il Comune ammetta una buona volta le sue mancanze e si assuma le proprie responsabilità e no che fa ricadere sempre tutto sui cittadini i quali hanno imparato ormai da sei anni a questa parte che secondo i più alti vertici del Comune aquilano è sempre colpa di qualcun altro e mai di chi dovrebbe prendersi le sue dovute responsabilità, Negli ultimi mesi, complici evidentemente delle casse comunali esigue, abbiamo assistito alla vergognosa quanto insensata oltre che ingiustificata richiesta del pagamento di spese condominiali che forse nemmeno ai Parioli sarebbero giustificate con una quota di minimo 30 euro ad appartamento fino a salire in base ai metri quadrati. Molti si sono affrettati a pagare tali spese pur di non avere noie altri hanno preferito agire diversamente, ma a coloro a cui era già stato fatto un conteggio o riconteggio del costo delle locazioni in base al reddito è stato detto che non bastava aver pagato tutti gli arretrati degli affitti e non bastava neanche aver pagato le vergognosissime spese condominiali in questione contemplate nell’art. 11 dell’ormai famoso Comma 8 quinques della Legge di Stabilità. Infatti gli impiegati comunali hanno dovuto far presente ai meno abbienti che hanno provveduto in questi giorni a presentare la certificazione ISEE che siccome è stata presentata in ritardo si sarebbero dovuti sobbarcare di un’altra cifra assurda da pagare anche ‘comodamente’ a rate, pari al massimo dell’affitto previsto per MAP e CASE e cioè 174 euro mensili per tutti i mesi di ritardo. Va da sé che le cifre complessive superino i 500 euro, richiesti ancora una volta a chi già fa salti mortali pur di sopravvivere. E non venitemi a raccontare che chi paga di più perché ha una stabilità lavorativa ed economica si può sentire in diritto di dire: ‘Io non alcuna intenzione di pagare per gli altri’, perché allora, guai a voi, mi metterei a disquisire di quanto i poveri sorreggano e campino da sempre le classi medie e medio alto borghesi. Ma la questione più assurda è che a questa gente ulteriormente vessata il Comune risponde che i termini di presentazione dell’ISEE erano stati più che divulgati nelle pagine del sito ufficiale e attraverso i giornali. Il mistero però persiste audacemente poiché tutti o quasi tutti non lo sapevano e se non erro la legge obbliga il comune a inviare via posta ai propri locatari qualsiasi tipo di comunicazione in maniera ufficiale, o mi sbaglio? Così come quando si affrettano a mandarne talora agli inquilini per pagare le loro ‘supposte’ tasse e balzelli vari. Poi vorrei tanto sapere e vedere coi miei occhi gli insight delle date di pubblicazione di tali comunicazioni sul loro sito e in quali giornali è stata divulgata la notizia, oppure avevano, come sempre, troppo da sbrigare per indire uno straccio di conferenza stampa di mezz’ora per comunicalo alla cittadinanza? Infine come ciliegina sulla torta negli ultimi giorni dello scorso fine settimana, specialmente ad Arischia, gli abitanti dei MAP dirimpettai di quelli precedentemente sequestrati dalla Procura, hanno potuto notare degli strani operai che si aggiravano, entravano e uscivano dagli alloggi posti sotto sequestro che caricavano in camion e furgoni alcuni pezzi di arredamento ma in particolare elettrodomestici in dotazione che erano stati posti lì fin dalla costruzione. Qualcuno di questi abitanti ha voluto informarsi su quanto stesse accadendo e una specie di capo operaio col sigaro in bocca e tanta boria nell’orifizio contrario ha spiegato che stavano levando quelle cose da dentro i MAP sequestrati per portarle all’ex ONPI. La spiegazione è risultata strana a molti ma come sempre si fa in paese: ‘si attacca l’asino dove vuole il padrone’. Questo però da adito a un ulteriore mistero e cioè: se i MAP sono sequestrati, il Comune dell’Aquila può mandare degli operai a svuotarli dei mobili e degli elettrodomestici occorre una autorizzazione della Magistratura? E se sì, questa autorizzazione dov’è?
Aspettiamo tutti una risposta dal Comune dell’Aquila ma stavolta che sia esaustiva perché le favole non ce le facciamo raccontare più da nessuno.

Carla Liberatore

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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