L’Aquila: il bullismo causa l’emicrania nei ragazzi

cefalea

L’Aquila: il bullismo causa l’emicrania nei ragazzi.  I dati dell’ unico ambulatorio in Abruzzo dedicato alla cefalee dell’età evolutiva  dell’ospedale San Salvatore .

Il bullismo a scuola e sui social network, insieme con le continue liti tra genitori, incide sulla psiche degli adolescenti (12-15 anni) facendo insorgere mal di testa (cronici e non) che mandano in pezzi il rendimento scolastico, minano il sonno e alterano seriamente l’equilibrio psicofisico. Il fenomeno definito “allarmante e in continuo aumento”. Essere vittima di bullismo ed i conflitti tra padre e madre sono l’esplosivo cocktail che il centro emicranie in età pre-adulta dell’Aquila ha rilevato in circa il 20% dei circa 800 pazienti visitati ogni anno. Di questi, 480 arrivano da regioni limitrofe, a cominciare da Lazio (Cassino e Frusinate in particolare) dove non vi sono servizi organizzati sul territorio. Nel corso degli anni il centro-cefalee dell’Aquila, che ha una lunga esperienza nel settore, ha attirato nella sua orbita anche Marche e Puglia, grazie anche alla presenza del pronto soccorso pediatrico del San Salvatore, anch’esso unico in Abruzzo, che consente di trattare le urgenze del mal di testa. L’altra fascia d’età, più frequentemente colpita da questa patologia, è quella tra i 5-7 anni. Cefalee, croniche (15 giorni al mese) o intermittenti che vengono trattate in modo diverso, a seconda dei casi. C’è un colloquio con psicologi, a cui può seguire trattamento con farmaci, oppure la terapia cognitivo- comportamentale che consiste in specifiche tecniche di rilassamento su muscoli di testa e collo. Metodica attuata con l’ausilio di tecnologie computerizzate che trasmettono al piccolo paziente l’idea una dimensione giocosa dell’atto terapeutico. Le terapie si avvalgono, in determinati casi, di consulenze del reparto maxillo-facciale poiché le cefalee provocano la tensione dei muscoli interessati che si manifesta spesso nel serrare i denti durante il sonno. I trattamenti adottati consentono di contrastare il disturbo del dolore di testa, migliorando notevolmente (nell’arco di 2 anni) una patologia che, nonostante gli accorgimenti sanitari adottati, difficilmente sparisce del tutto. Tuttavia, nella quasi totalità dei casi, i pazienti non adulti si riappropriano di una migliore qualità di vita, migliorano il rendimento scolastico e il rapporto all’interno della famiglia (se non è del tutto sfilacciato dalle incomprensioni tra mamma e papà o, peggio, dalla separazione). Dopo la prima visita, gli accertamenti e l’impostazione delle cura, i pazienti vengono seguiti con più visite di controllo durante l’anno.

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

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