No alle trivelle, la Puglia fa così

Valutazioni e permessi per le trivellazioni in Adriatico? Per la Regione Puglia sono da rivedere. L’Avvocatura regionale della Puglia sta impugnando i singoli decreti del ministero dell’Ambiente, in tutto nove, che riguardano la possibilità di trivellazioni lungo le coste della regione.

Chissà se anche l’Abruzzo potrà prendere spunto dalle azioni no triv messe in campo nelle ultime ore dalla Regione Puglia. Fatto sta che la Regione governata da Michele Emiliano – che recentemente è stato anche in Abruzzo e che sostiene la battaglia dei comitati anti trivelle – ha deciso di tentare l’arma delle impugnazioni, “nel solco di quanto già fatto dinanzi alla Corte Costituzionale”. L’iniziativa era stata già anticipata dallo stesso governatore Michele Emiliano. I decreti nei confronti dei quali si stanno preparando le impugnazioni riguardano “le valutazioni di impatto ambientale (Via)” e si riferiscono “ai permessi di prospezione sismica (con la tecnica dell’Air Gun) rilasciati a società multinazionali”. Nello specifico, si tratta dei decreti del ministero dell’Ambiente, di concerto con il dicastero dei Beni culturali, che vanno dal numero 103 al 107 e poi i decreti numero 109, 120, 121 e 122. “Sulle stesse posizioni della Puglia – conclude la nota – tutte le Regioni e gli enti Locali che si affacciano sull’Adriatico e sullo Ionio”.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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