Piattaforme, per Greenpeace “dopo l’Ici tocca alle royalties”

Dopo il pronunciamento della Cassazione che appena l’altro ieri ha deciso che anche le piattaforme petrolifere debbano pagare l’Ici, Greenpeace chiede che si rivedano le royalties.

In Italia sono solo del 7 laddove all’estero superano il 50%: Greenpeace, seguendo di un paio di giorni la Cassazione che accettando il ricorso del Comune di Pineto ha deciso di imporre l’Ici anche alle piattaforme, chiede che ora si rivedano le royalties . Le compagnie petrolifere che estraggono idrocarburi in Italia devono, infatti,versare allo Stato il valore di una quota percentuale del greggio o gas estratto (aliquota di prodotto), chiamato comunemente royalty. Dal 2010 per le estrazioni in terraferma è applicata un’aliquota royalty del 10% sulle quantità di petrolio e gas estratti mentre per le estrazioni offshore le royalties si differenziano dal 2012 in due aliquote: 10% sulla quantità di gas naturale estratto e 7% sul petrolio. Le somme incassate dallo Stato vengono in seguito distribuite tra le Regioni e i Comuni interessati dalle attività di estrazione degli idrocarburi seguendo specifiche direttive comprese nel decreto legislativo n.625/1996, nelle leggi n.140/1999, n.99/2009 e n.134/2012.

 

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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