Comune L’Aquila: scoppia il caso del crocifisso

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Comune L’Aquila: scoppia il caso del crocifisso nella sala consiliare del Comune. Non passa in consiglio la mozione di Forza Italia che chiedeva la presenza del simbolo religioso della Cristianità.

Nella sala consiliare del comune ,inaugurata il 30 aprile 2013, il simbolo religioso non è stato mai esposto.Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale la mozione del consigliere di Forza Italia Roberto Tinari , che sulla base di una sentenza della Corte europea chiedeva l’esposizione del crocifisso in aula, è stata presentata e respinta . Con 9 voti a favore e 9 contrari la proposta  non è passata anche se il “pareggio” consente al proponente di ripresentarla  riferisce il consigliere Tinari .

Il sindaco Massimo Cialente afferma che “il Consiglio è sovrano, se in futuro la mozione passerà con i voti anche dei miei consiglieri il crocifisso si mette. Poi , però, mi aspetto comportamenti da cristiani . Io nella mia stanza ce l’ho, me lo ha ricordato mio nipote Lorenzo, ma ci passo 10 ore al giorno, nei corridoi e nelle aule pubbliche è un altro discorso”.

 

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

1 Commento su "Comune L’Aquila: scoppia il caso del crocifisso"

  1. Randazzo Giuseppe | 29/11/2015 di 12:17 | Rispondi

    ONOREVOLI !!!!! (ma de che)… smettetela di far i bambini, per non dire cretini, e rimettete i Crocefissi in tutti i locali pubblici come erano una volta, e non nascondetevi dietro il politicamente corretto o la paura di offendere le persone di diverso orientamento religioso che non si offendono affatto.
    Loro non si preoccupano di ingombrare marciapiedi e piazze per la loro preghiera e noi siamo tolleranti e siamo anche contenti che ci siano tante persone che rivolgono un pensiero di pace e di amore a Dio e non di odio. Ci sono poi presidi e insegnanti post comunisti che non fanno fare il presepe a scuola, canti natalizi e quant’altro per rispetto delle minoranze, quando poi, i primi a lamentarsi di questa mancanza sono proprio i ragazzi musulmani e ebrei che gioiscono con i nostri mercatini di natale, addobbi, alberi e canti tradizionali. Signori (…si fa per dire) politici, lasciate da parte le varie campagne elettorali e pensate seriamente al popolo che vi ha eletto per amministrare il bene comune e non per elucubrare teoremi che non esistono.
    Pensateci bene, anzi benissimo… e poi rimettete subito i crocefissi al loro posto, done sono sempre stati e non hanno mai fatto del male a nessuno. Poi, se ci riuscite dite pure una preghiera che non fa male a voi e neppure a chi la riceve. Tanto non vi sente nessuno. O meglio, qualcuno vi sente ma non va a dirlo in giro… Buon Natale. Giuseppe Randazzo Diacono della Chiesa Aquilana.

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