Celano: appello del Borgo Ottomila

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Celano: appello del Borgo Ottomila nel degrado. A denunciarlo sono i residenti che si sentono discriminati  e lanciano un  nuovo appello all’Amministrazione comunale.

Il Comitato che porta il nome del borgo afferma di essere costretto ad utilizzare i mass media per denunciare l’abbandono, che si protrae ormai da decenni, da parte dell’Amministrazione Comunale nonostante le carenze, i disagi, i pericoli ed i problemi denunciati  da anni  dai residenti rappresentano .

“Trattasi di problemi importanti  – scrive il Comitato in una nota – che incidono pesantemente la quotidianità della nostra comunità. Per ragioni di spazio rappresentiamo le cose più importanti. Dobbiamo assistere allo spaccio di droga e dalla prostituzione,che avvengono in maniera “indisturbata” a tutte le ore del giorno e della notte,tra le strade del borgo, davanti ad adulti e bambini, come se fosse una cosa naturale e, nonostante abbiamo più volte esposto il problema alle Forze dell’Ordine e al Comune,chiedendo una vigilanza fissa da parte dei Carabinieri o dei Vigili Urbani, non abbiamo avuto risposte, non sono state messe in atto misure risolutive e neppure interventi e/o controlli sporadici! Il Borgo Ottomila non è raggiunto da alcun mezzo di trasporto pubblico che consenta agli abitanti di raggiungere le città vicine e anche Celano, con evidenti difficoltà per coloro, giovani ed adulti, che non sono muniti di autovettura! Com’è noto – si legge ancora –  le infrastrutture sono assolutamente carenti: in caso di piogge le strade del Borgo e le nostre case si allagano;non vengono fatti lavori di manutenzione; il borgo è in gran parte al buio, è pieno di sporcizie e la pulizia avviene solo in casi eccezionali …come nel corso della campagna elettorale; l’edifico della ex scuola è pericolante e non è stato messo in sicurezza, all’interno vi si trovano animali di tutte le specie, ormai morti da anni, ed è assolutamente carente di porte e finestre per cui è frequentato (da adulti e bambini) con evidenti rischi  per l’incolumità pubblica viste le carenze strutturali e per la gravissima situazione igienico sanitaria in cui versa lo stabile; il campo sportivo è diventato ormai la discarica abusiva degli extracomunitari,numerosissimi (circa…) e non regolari che, non potendo usufruire della raccolta differenziata,utilizzano il campetto; la Curia ci metterebbe a disposizione il materiale edile per sistemare la sacrestia (cosi i bambini possono svolgere le attività religiose)ed il Comune avrebbe dovuto fornire la manodopera, ma siamo da mesi in attesa degli operai comunali!Dopo venti anni, in agosto, abbiamo organizzato una festa patronale che l’Amministrazione Comunale, pur essendone a conoscenza, non ha inserito nel calendario degli eventi “celanesi” e,addirittura, ancora non ci corrisponde un minimo contributo che abbiamo chiesto a Luglio per affrontare le spese! Quel che è più grave è il fatto che, quando ci rechiamo in Comune per fare rimostranze o per chiedere chiarimenti, veniamo completamente ignorati, anzi respinti, anche in malo modo, come se non avessimo neanche il diritto di esporre le nostre ragioni. Ma ormai siamo stanchi di essere,da anni, completamente “ignorati” dall’Amministrazione Comunale, discriminati ed abbandonati a noi stessi. Crediamo  – conclude la nota – che anche noi e i nostri figli abbiamo diritto di vivere una vita almeno “normale”, in un ambiente salubre, sicuro ed idoneo! Chiediamo a gran voce, per l’ennesima volta,  un interessamento concreto, tempestivo ed efficace da parte dell’Amministrazione Comunale con interventi che possano finalmente porre le basi per riqualificare il nostro Borgo e renderlo vivibile”.

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

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