Pescara calcio, cuore e orgoglio non bastano

Pescara calcio. Cuore e furore agonistico. E’ l’atteggiamento giusto da cui ripartire a prescindere dal ritorno al 4-3-2-1 che pure ha inciso. Stiramento per Bahebeck.

A Roma approccio da brividi. Solite nefandezze di un reparto, quello arretrato, quasi azzerato dai noti infortuni. Due gol regalati. Partenza ad handicap. Quindi, la reazione decisa e convincente specie nella ripresa quando Oddo torna al modulo di sempre, il 4-3-2-1. Baricentro più alto, vis pugnandi, cattiveria, orgoglio, finalmente il cuore. Il Pescara ha spaventato la Roma che ha chiuso con la difesa a 5. I biancazzurri hanno sfiorato l’impresa. Peccato. Ennesima sconfitta, la decima sul campo in 14 partite, ma è questo l’atteggiamento giusto da cui ripartire. Alla tecnica, al gioco palla a terra, qualità indiscutibili, Memushaj e compagni devono sempre abbinare carattere e temperamento. Dopo la prestazione dell’Olimpico, si guarda al futuro con un pizzico di fiducia in più. E’ chiaro che a gennaio, la società dovrà intervenire sul mercato senza sbagliare. Ma bisognerà arrivarci “vivi”. A partire da domenica prossima, match interno col Cagliari, non si potrà più fallire. Mercoledì impegno in Tim Cup a Bergamo contro l’Atalanta alle ore 18. Gara ad eliminazione diretta.

Nel video, scheda Pescara ( analisi)

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