Province, Mascia risponde a Di Giuseppantonio
PESCARA - "Pescara provincia di Chieti? Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, replica al presidente della Provincia di Chieti, nonché presidente regionale Unione Italiana Province, Enrico Di Giuseppantonio, secondo il quale sarebbe questo lo sbocco inevitabile dopo la soppressione di alcune Province prevista dal governo nell'ambito della "Spending review". "Pescara è una città con radici lontane nel tempo", dice Mascia, pronto a mandare a Di Giuseppantonio un libro di Licio Di Biase, collega di partito del Presidente, per documentarsi. Era il 1927, quando Gabriele d'Annunzio riuscì ad ottenere la Provincia per Pescara, divisa come si sa, tra Castellamare, provincia di Teramo e a sud Pescara, provincia di Chieti. Oltre al Comune unico, dunque, fu istituita la Provincia di Pescara che ora rischia di diventare a sua volta Provincia di Chieti. "Non sono per i toni campanilistici - dice Mascia - ma lette le dichiarazioni di ieri di Di Giuseppantonio mi permetto di fare qualche osservazione. Innanzitutto di mandare un poderoso volume di Licio di Biase sulla storia millenaria di Pescara che non è solo una città commerciale. Pescara ha una storia antica e si caratterizza come una città portante per l'intera regione. Già siamo stati penalizzati e danneggiati per il mancato dragaggio, ad esempio, ora vogliono toglierci pure la Provincia. Mi farò interlocutore, in prima persona, con il Governo" conclude Mascia. Chissà come l'avrebbe presa lo stesso d'Annunzio. "Io ho quel che ho donato" diceva il Vate. "Probabilmente farebbe una trasvolata virutale su Pescara e Roma per lanciare volantini - afferma con un po' di amara ironia il sindaco - e anche su Chieti, per dire che Pescara è pur sempre Pescara".



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