NAUFRAGIO PESCARAPESCARA - Alzarsi ogni mattina per guadagnarsi la giornata, riportare qualche cassetta di pesce e racimolare poche decine di euro senza avere la certezza se alla sera varcherai ancora l'uscio di casa. E' ciò che quotidianamente vivono quotidianamente migliaia di lavoratori, operai, manovali, pescatori, impegnati in lavori difficili, duri e sempre più spesso letali. E' successo nuovamente ieri a Pescara dove a poche miglia al largo del porto canale ha perso la vita Cristian Dell'Osa, armatore di 40 anni, a causa del rovesciamento della sua piccola imbarcazione. La tragedia è ora al centro di una doppia indagine, una penale e l'altra amministrativa,  condotta della Guardia costiera e coordinata dal PM Giuseppe Bellelli. Si dovranno accertare le cause che hanno provocato il naufragio. Il medico legale Spagnolo intervenuto sil molo del Marina di Pescara ha intanto certificato il decesso per annegamento. Sarà ora l'autopsia affidata all'anatomopatologo Cristian D'ovidio a determinare se vi sia dell'altro. Stanno bene gli altri due componenti dell'equipaggio, Fabrizio Silvestri di 36 anni ed Andrea Giannetti di 22 entrambi pescaresi, recuperati in breve tempo dai soccorritori.  Prognosi di 20 giorni invece per il terzo marinaio Girmai Tecai eritreo di 26 anni conosciuto nell'ambiente come Salvatore e ricoverato all'ospedale civile con un principio di annegamento. La tempestività dei soccorsi ha evitato che la tragedia potesse avere conseguenze ancor più drammatiche.  Intanto tutta la comunità di pescatori si è stretta al dolore dei familiari, Cristian lascia infatti la moglie Barbara ed il figliolo Brandon di 14 anni. Fa male e lascia esterrefatti apprendere di un uomo annegato per salvare la propria imbarcazione unica fonte di sostentamento, affondata a causa del mare grosso e delle forti raffiche di venti. Fa male e provoca un dolore incolmabile per chi rimane a chiedersi ancora quando tutto questo finirà semmai finirà davvero....

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