OMICIDIO-CAGNETTAPESCARA - Ancora la famiglia Ciarelli al centro del secondo omicidio in appena due mesi a Pescara. Da questa mattina in carcere a San Donato anche Angelo Ciarelli (a sinistra nella foto), fratello di Massimo accusato dell'omicidio di Domenico Rigante. Sarebbe stato lui a colpire ieri pomeriggio al fianco, nel cortile del condominio a Ferro di Cavallo a Rancitelli, il pregiudicato foggiano Tommaso Cagnetta (a destra nella foto). Un proiettile vagante in realtà indirizzato a due tossici in fuga dopo aver pagato una cifra inferiore al pattuito per un grammo di cocaina. 70 euro invece di 80, quanto basta per indurre la Rom che aveva venduto la dose ad urlare – a ladro! Da qui la reazione dei presenti, tra questi anche Tommaso Cagnetta, che hanno cercato di fermare invano l'auto con la quale i due tossici stavano scappando. In quel momento nel piazzale c'era anche Angelo Ciarelli che ha tirato fuori una calibro 38 (la stessa che ha ucciso Domenico Rigante?) ed ha sparato ferendo mortalmente Cagnetta trasportato inutilmente da alcuni suoi amici in ospedale dove è spirato nel giro di 20 minuti. Da quel momento in poi una serie di atti per depistare gli inquirenti, i quali grazie ad una serie d'informazioni sono riusciti a trovare in un tombino vicino casa dei Ciarelli un calzino con all'interno tredici proiettili. Da una successiva perquisizione è saltato fuori l'altro calzino, identico, stessa taglia e stessa usura, nell'abitazione di Angelo. Qui è stato trovato anche un calzino spaiato e si sospetta che nell'altro forse è stata nascosta la pistola. Intanto al Ferro di cavallo, Eva Ciarelli, sorella di Angelo, avrebbe spostato secondo gli inquirenti la sua auto, una golf grigia, parcheggiandola sopra una chiazza di sangue e mentre nel quartiere la polizia giungeva in massa, la terribile rissa scatenata in apparenza contro la Ciarelli, ma in realtà, secondo gli inquirenti, messa in atto ad arte per confondere le idee ai poliziotti giunti sul posto e per guadagnare tempo per nascondere la droga.


 

 

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