Pescara, ex sindaco indagato per “La City”

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Per la destinazione del complesso edile “La City”, la Procura di Pescara invia 14 avvisi di garanzia a politici, dirigenti amministrativi e imprenditori . Tra gli indagati anche l’ex sindaco Mascia e l’ex assessore Antonelli.

Quattordici avvisi di garanzia per altrettanti indagati, tra i quali figurano anche l’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e l’ex assessore Marcello Antonelli, oltre a dirigenti amministrativi e imprenditori. Le indagini della Procura di Pescara, pm Annarita Mantini e Miriana Di Serio, si focalizzano sulla vicenda del complesso La City. L’inchiesta nasce da una denuncia presentata dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari e riguarda la destinazione del complesso a eventuale sede della Regione Abruzzo. La City si trova nella Zona Rossa pertinente l’Aeroporto d’Abruzzo e pertanto, secondo la denuncia, la sua caratteristica di sito sensibile renderebbe impossibile sistemarvi la sede della Regione.

Contrario alla realizzazione della nuova sede della Regione Abruzzo nel complesso La City, a Pescara, il Movimento 5 Stelle aveva svelato i contenuti del Piano di rischio aeroportuale proposto da Enac e approvato dal Comune di Pescara nel 2012: secondo il documento occorreva “prevedere la realizzazione della nuova sede della Regione in un ambito esterno a quello di tutela”. Il complesso, infatti, ricadrebbe nella zona ‘C’ del Piano di rischio. Secondo i grillini, il Comune, con delle delibere di Giunta, nel 2013 ha consentito la realizzazione della nuova sede in quella zona, ma il Piano non è derogabile ed è sufficiente per bloccare la procedura. Nel Piano si legge che “occorre evitare la concentrazione di volumetrie di tipo residenziale, con edifici che si sviluppano in altezza, al fine di impedire punti ad alto carico antropico, e prevedere la realizzazione della nuova sede della Regione Abruzzo in un ambito esterno a quello di tutela”. Secondo il regolamento “sono realizzabili gli interventi previsti nei comparti e negli strumenti attuativi non ancora avviati, eliminando le previsioni di spazi pubblici destinati per l’istruzione o riservati alle attività collettive, nonché quelle per sedi di enti pubblici locali, regionali, nazionali”. Inoltre “in caso di riconversioni delle attuali attività e strutture esistenti o in caso di cambio di destinazione d’uso sono consentite esclusivamente quelle destinazioni che non determinano un aumento del carico antropico”. L’esposto presentato dal consigliere regionale Domenico Pettinari non riguardava soltanto la questione del Piano di rischio aeroportuale, ma anche altri aspetti. L’esponente grillino ha più volte sottolineato che “una volta conclusa l’operazione il canone annuo di locazione salirebbe a 1,8 milioni di euro, mentre sarebbe possibile spendere solo 200mila euro”. Proprio per questo Pettinari aveva chiesto di “bloccare l’operazione, perchè non conveniente”. Aperto il fascicolo in Procura, gli uomini della squadra Mobile, lo scorso 12 giugno, erano stati in Comune per acquisire la documentazione inerente la realizzazione del complesso.

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