Gran caldo, anche i pesci boccheggiano

Con il gran caldo anche i pesci boccheggiano. Il fenomeno sempre più diffuso di interi banchi di pesce a ridosso della riva dovuto al discioglimento dell’ossigeno che li costringe a risalire sempre più in superficie.

E’ questo solo uno dei tanti effetti collaterali dell’ondata di caldo che sta caratterizzando questa bollente estate. C’è di buono che sia i pesci a riva che il proliferare di alghe non rappresentano alcuna minaccia alla balneazione:

“Il fenomeno – spiega Giovanni Damiani Direttore tecnico dell’Arta – s’intensifica al tramonto quando con la scomparsa della luce viene meno il naturale procedimento di fotosintesi. Riguardo alle alghe – prosegue Damiani – sono loro e non agenti inquinanti a cambiare il colore dell’acqua, mentre per quanto riguarda i grossi concentramenti sulla battigia delle cosiddette lattughe di mare sono una vera benedizione perché possono essere riciclati e venduti per la realizzazione di specifici compost ad uso agricolo o addirittura, come fanno diverse aziende al Nord, per la realizzazione di una speciale carta.”

Nessuna minaccia alla qualità del mare, dunque, con la balneazione consentita sull’intero litorale e, unico caso in Italia, perfino un’applicazione sul telefonino per verificare in tempo reale i dati:

“Prima agenzia in Italia a dotarsi di questo importante servizio – spiega ancora Damiani – un’applicazione grazie alla quale si può verificare la qualità dell’acqua da qualsiasi punto della costa abruzzese in cui ci si trovi”.

 

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