Ombrina, le reazioni del ‘day after’

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Per gli ambientalisti ‘contro Ombrina’ oggi è un day after. Ma c’è un punto di sintonia con Confindustria: la vera sconfitta è la Regione Abruzzo.

Su due fronti opposti da sempre, nel giorno dopo il primo significativo parere favorevole al progetto di Ombrina ( ieri a Roma con la Conferenza dei servizi) Confindustria e ambientalisti si trovano, per la prima volta, in perfetta sintonia su una riflessione in particolare: ad uscir sconfitta dall’intera vicenda è la Regione Abruzzo. A dirlo, poco fa al nostro microfono, Gennaro Zecca e Luciano Di Tizio rispettivamente presidenti di Confindustria Chieti-Pescara e del WWF Abruzzo: nelle parole di entrambi una sorta di dito puntato verso le scelte politico-legislative compiute dalla giunta D’Alfonso sulla vicenda Ombrina. Per Zecca a prescindere dalla prevedibilità dell’esito della conferenza dei servizi di ieri ‘la grande colpa della Regione è stata quella di andare nella direzione di una legge regionale ( quella delle 12 miglia)  evidentemente anticostituzionale’. Anche per Di Tizio del WWF la giunta regionale ‘ne ha eccome di colpe’: a partire dal non esser stata in grado di prendere posizioni nette e laddove necessarie anche dure nei confronti del governo Renzi passando per scelte operative discutibili e, come dimostrato, aggirabili’. Una cosa è certa: su fonti opposti, che peraltro resteranno tali comunque vada a finire la vicenda di Ombrina, ambientalisti e imprenditori spesso su posizioni distanti stavolta hanno trovato un comune bersaglio di accuse e polemiche.

 

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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