Traccia biologica maschile sul corpo di Giulia Di Sabatino

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Novità importanti sul caso di Giulia Di Sabatino la 19 enne di Tortoreto precipitata da un viadotto della A 14 la notte del suo compleanno: sui pochi devastati resti della ragazza sarebbero state isolate dagli inquirenti tracce biologiche di sesso maschile.

Sui brandelli degli abiti che Giulia indossava la notte della morte i Ris di Roma pare abbiano isolato tracce biologiche maschili: tracce inequivocabilmente riconducibili ad un uomo che potrebbe aver abusato della povera ragazza, violentandola e finanche uccidendola. Questa l’ipotesi emersa e approfondita durante la puntata di ‘Chi l’ha visto?’ tornata stasera ad occuparsi del caso della morte della 19 enne di Tortoreto. Sulla rete di protezione del cavalcavia, inoltre, è stato trovato oltre a precise impronte di scarpe e pneumatici anche un capello biondo risultato appartenere alla giovane di cui i genitori piangono senza rassegnazione l’atroce morte. La mamma, in particolare, è convinta che qualcuno abbia fatto ubriacare Giulia oppure l’abbia costretta ad ingerire delle sostanze stupefacenti: la ragazza a quel punto potrebbe essersi sentita male o comunque esser rimasta in balìa di chi era con lei su quel cavalcavia. Giulia, bellissima e solare come la raccontano tutti in città, quella sera è uscita di casa truccata e ben vestita, senza il cellulare volontariamente lasciato a casa: la ragazza sapeva chi stava andando ad incontrare, ma certo non poteva immaginare che quelle sarebbero state le sue ultime ore di vita. Sebbene vi sia ancora il segreto istruttorio sulle tracce biologiche trovate sui brandelli di cotone degli abiti della giovane, la ‘voce’ circola con sempre maggiore insistenza e consistenza. La traccia in questione sarebbe un residuo organico di un rapporto sessuale che di fatto escluderebbe completamente la pista finora seguita ossia quella del suicidio. I genitori sono convinti che Giulia frequentasse da qualche tempo qualcuno di cui, tuttavia, la ragazza pare non avesse raccontato nulla a nessuno: che sia lui l’uomo, il ragazzo, che era con Giulia la notte del 31 agosto, la notte della sua morte? Che si tratti della stessa figura maschile associata ad una Panda rossa, l’auto che qualcuno ha raccontato aver visto nei pressi del cavalcavia e vicino alla quale segnalazioni verificate dagli inquirenti  hanno parlato di una bella ragazza bionda appoggiata ad un finestrino? Una cosa è certa, anzi due: nessuno crede alla pista del suicidio e soprattutto il caso della morte di Giulia Di Sabatino è solo all’inizio delle sue verità.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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