Salvataggio Carichieti: i dubbi dell’Ue

Carichieti

Salvataggio Carichieti: i dubbi dell’Ue. Restano ancora forti i dubbi dell’Unione Europea sulla possibilità che il Fondo Interbancario Italiano di tutela dei depositi  possa intervenire direttamente per risolvere le crisi bancarie.

La Commissione, infatti,

“continua ad essere in stretto contatto con le autorità italiane sui piani di intervento in Banca Marche, Carichieti, Carife, Etruria”.

E’ quanto ha riferito un portavoce della Commissione. Secondo quanto si apprende, la Commissione avrebbe gli stessi dubbi espressi nel caso dell’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) in Banca Tercas. L’intervento del Fitd in favore di Banca Marche, Carichieti, Carife ed Etruria, potrebbe configurarsi come un aiuto di Stato perché il fondo va al di là della sua funzione, usando soldi che la Ue considera ‘pubblici’ perché è lo Stato ad aver obbligato le banche a versare contributi nel fondo. Il fondo di tutela dei depositi è obbligatorio in base alle norme Ue per coprire i correntisti quando una banca viene liquidata, ma se il fondo va al di là della sua funzione, cioè va a sostenere la banca in crisi, è probabile che si configuri un aiuto di Stato perché procura un vantaggio competitivo alla banca che ne beneficia.

L'autore

Fabio Lussoso
Giornalista dal 1985, ha seguito corsi di tecniche di comunicazione. A 20 anni dirige il quotidiano radiofonico 7Giorni 7. Dal 1986 ha iniziato a collaborare con il quotidiano Il Centro e con altri quotidiani. Successivamente, l’attività giornalistica televisiva per varie Tv regionali. A Rete8 si è occupato di Cronaca e Politica. Per due anni ha diretto la redazione di Rete8 Sport. Dopo aver dato il suo impulso è tornato ad occuparsi di cronaca. Amante di lettura, viaggi e sport.

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