Pescara: Confcommercio, saldi sottotono

Secondo la Confcommercio di Pescara partenza dei saldi sottotono rispetto alle aspettative. Partiti in Abruzzo il 5 gennaio, gli sconti andranno avanti fino al 4 marzo.

Partenza sottotono, nessuna vendita eclatante e tutti contrari alle targhe alterne, questi i punti principali venuti fuori dal sondaggio che la Confcommercio di Pescara, come ogni anno, ha voluto effettuare fra alcuni operatori commerciali per conoscere l’andamento dei saldi di fine stagione in questo primo week end.

“Nel primo week dei saldi – si legge nella nota della Confcommercio – pochi hanno lavorato bene, la maggioranza ha registrato lo stesso andamento dell’anno scorso, e in molti casi si registra un decremento rispetto ai precedenti saldi invernali. Più nel dettaglio: un 10% ha registrato un incremento nelle vendite, oltre il 70% registra lo stesso andamento delle vendite dello scorso anno, il restante 30% registra un decremento. Nessuno è stato favorevole a questa data di saldi, partire il giorno primo dell’epifania non ha lo stesso impatto che partire di sabato, dove la città è più movimentata. In molti vorrebbero posticipata la partenza dei saldi, ma sanno che è difficile perché ci vorrebbe un adesione a livello nazionale; tutti chiedono che comunque la partenza avvenga di sabato perché ha sempre un maggiore impatto. Il cattivo tempo è stato un altro fattore che ha rallentato la partenza, a vantaggio dei centri commerciali. Infine tutti sono nettamente contrari all’ordinanza che prevede la chiusura della città per le targhe alterne. Sono concordi con la posizione assunta dalla Confcommercio. Tutti concordano nel dire che con questa manovra il problema dell’inquinamento non si risolverà, e che gli unici a trarre vantaggio saranno i centri commerciali. Infatti la sola notizia del provvedimento delle targhe alterne costituisce un disincentivo per i potenziali clienti delle attività commerciali a recarsi a Pescara a fare shopping. La crisi del commercio c’è ancora e si fa ancora sentire, gli operatori commerciali sono preoccupati per le loro attività e – conclude Confcommercio – chiedono maggiore attenzione da parte.”

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