UIL Abruzzo: “Restituire le tasse a cittadini e imprese”

Una volta usciti dal commissariamento per la sanità, vanno restituite ai cittadini abruzzesi le imposte in più pagate in questi anni. Lo chiede la UIL Abruzzo.

Pescara è tra le città più colpite a livello nazionale a causa del sommarsi dell’addizionale regionale Irpef a 415 € pro-capite (invece che a 389 €, media nazionale) e dell’addizionale comunale Irpef a 192 € pro-capite (invece che a 156 €, media nazionale). La Uil accusa il Comune di Pescara di “inciviltà fiscale” per la sua esenzione secca on/off a 10mila euro, di cui beneficiano pochissimi poveri, nessun lavoratore e tanti evasori fiscali..
Gli altri capoluoghi dell’Abruzzo sono complessivamente sotto la media nazionale, non però per l’addizionale regionale Irpef, ovviamente, né per quella comunale, ad eccezione dell’Aquila.

L’imminente uscita dell’Abruzzo dal commissariamento della sanità rende, per la UIL “ineludibile un piano di rientro su valori normali delle tasse regionali, addizionale regionale Irpef ed Irap. Va respinta ogni altra opzione che pretenda di mantenere la penalizzazione fiscale a danno di cittadini ed imprese anche dopo il pareggio dei conti della sanità: finito lo scopo, finita la tassa”.

Il segretario regionale UIL Roberto Campo ricorda le due richieste alla Regione ritenute irrinunciabili: il definitivo superamento dell’aliquota secca con l’introduzione degli scaglioni di reddito, nello spirito e nella lettera della Costituzione, ed inoltre un piano di graduale ma integrale restituzione delle tasse punitive aggiuntive subìte a causa del commissariamento della sanità.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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