Decreto Cdm: Carichieti in salvo

Carichieti

Insieme ad altri tre istituti di credito in crisi, Carichieti salvata dal fallimento con un decreto del Consiglio dei Ministri. In campo 3,6 miliardi dal sistema bancario. Via libera dall’UE.

Salvate da un Consiglio dei Ministri convocato eccezionalmente di domenica pomeriggio a mercati chiusi le 4 banche commissariate in Italia. Assieme a Carichieti si tratta di CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria. Resteranno in vita grazie a 3,6 miliardi di euro interamente a carico del sistema bancario. Le quattro banche saranno sgravate dai crediti in sofferenza, si chiameranno ‘Nuova’ prima dell’attuale nome e saranno messe sul mercato quanto prima possibile “al fine di massimizzare il prezzo di vendita”.

Il  provvedimento, sottolinea il Governo, “consente di dare continuità all’attività creditizia – e ai rapporti di lavoro – tutelando pienamente i correntisti” e, soprattutto, “non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione” ed esclude “il ricorso al bail in”, ovvero al salvataggio delle banche in difficoltà con i fondi di azionisti, obbligazionisti e correntisti sopra i 100.000 euro.

Il via libera dall’Europa

E’ terminato positivamente anche il confronto con l’Unione Europea, che aveva profilato il ricorso al fondo interbancario per la tutela dei depositi come una forma di aiuto di Stato.

Per il commissario Ue Margrethe Verstager, il decreto”riduce al minimo l’uso dei fondi pubblici e le distorsioni della concorrenza”. Il fondo di risoluzione, spiega Bruxelles in una nota, erogherà 3,6 miliardi di euro alle banche ponte, per capitalizzarle e per coprire la differenza negativa fra gli attivi trasferiti e le passività: i costi dell’operazione sono così interamente a carico del sistema bancario, che potrà tuttavia recuperarli con il perfezionamento dell’operazione nei prossimi mesi, tramite il recupero crediti, la cessione delle banche salvate o di parte di asset delle stesse a terzi interessati, che adesso potranno rilevare attività sanate dai crediti deteriorati.

La governance e la “bad bank”

Le 4 nuove banche saranno guidate da amministratori designati dall’Unità di Risoluzione di Bankitalia. La carica di presidente di tutte e 4 è rivestita da Roberto Nicastro, ex DG di Unicredit. I crediti in sofferenza verranno trasferiti a una unica bad bank, con “il fondo di risoluzione che garantirà questa misura concernente gli attivi deteriorati rafforzando ulteriormente i bilanci delle banche ponte. Il beneficio connesso a tale garanzia – spiega l’Ue – è stato quantificato approssimativamente in 400 milioni di euro di ulteriore supporto del fondo di risoluzione”

Nella “Nuova Carichieti” Amministratore Delegato è stato nominato il commissario uscente Salvatore Immordino. Nel Cda presieduto da Roberto Nicastro anche Maria Pierdicchi. I componenti del collegio sindacale sono Paola Leone (Presidente), Leonardo Patroni Griffi e Maria Teresa Bianchi.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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