Pescara: “Gli occhiali del professor Caffè”

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A trent’anni dalla scomparsa misteriosa di Federico Caffè, avvenuta nel 1987, la Fondazione Pescarabruzzo e la Fondazione Fondazione Centro di Ricerca Federico Caffè – Corradino D’Ascanio presentano l’edizione della pièce teatrale “Gli occhiali del Professor Caffè” di Mario Moretti.

Andrà in scena lunedì prossimo, al Teatro Massimo di Pescara alle 17.30, l’opera teatrale nata da un soggetto di Mario Moretti, con la regia di William Zola. Lo spettacolo fu portato sul palco in occasione del 90esimo anniversario della nascita dell’economista e fu allora molto apprezzato con un’accoglienza calorosa nelle riproposizioni successive. Con questa nuova pubblicazione, curata da William Zola, si vuole richiamare ancora l’attenzione pubblica su una necessaria visione critica dell’attualità che potrebbe passare attraverso gli “occhiali” del Professore, ovvero mediante le lenti interpretative con cui Caffè guardava il mondo e forse metaforicamente ha potuto continuare a farlo chissà per quanto tempo ancora dopo la sua “scomparsa”.

Caffè aveva iniziato la sua carriera lavorando presso la Banca d’Italia, per poi diventare un Professore presso l’Università di Messina e, dal 1959, docente di Politica Economica e Finanziaria presso l’Università di Roma La Sapienza. Particolarmente attento ai temi del Welfare, dalla sua cattedra Caffè ha formato diverse generazioni di economisti, molti dei quali saliti a posizioni di rilievo nel mondo accademico, nella vita pubblica e in prestigiose istituzioni nazionali e internazionali. Tra loro l’ex governatore della Banca d’Italia e attuale Presidente della BCE, professor Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, l’economista del lavoro Ezio Tarantelli, ucciso dalla Brigate rosse nel 1985 nel cortile della Facoltà di Economia di Roma.

L’opera si apre proprio nell’ottobre del 1985 con l’assassinio di Ezio Tarantelli, per il suo ruolo di consulente economico della CISL nell’accordo tra governo e sindacati sul taglio degli scatti della scala mobile e si chiude, diciassette anni dopo con l’uccisione di Marco Biagi, per aver ispirato una riforma del mercato del lavoro che consentiva maggiore flessibilità nei contratti delle prestazioni. Nel mezzo di questi tragici avvenimenti, il Professor Caffè, la sua schiva figura, il rapporto straordinario con gli studenti e soprattutto i suoi studi, i convegni, le pubblicazioni scientifiche e gli articoli di taglio divulgativo con cui il Maestro non smise nel corso degli anni di proporre all’attenzione dei vari contesti la propria originale lettura del reale.

INTERVERRANNO ALLA PRESENTAZIONE: Nicola Mattoscio (Università G. D’Annunzio), William Zola (Regista), Ugo Perolino (Critico letterario). Seguirà una LETTURA SCENICA con gli interventi di: Luigi Ciavarelli, Franca Arborea, Giuseppe Pomponio, Silvia Napoleone, Piero Montesi, Sara Serraiocco, Edmea Marzoli, Mirko Modesti, Federico Pasquini, Margherita Cordova, William Zola.

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