Panettone o pandoro? In Abruzzo Natale col parrozzo

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Panettone o pandoro? In Abruzzo Natale col parrozzo. Campagna su Facebook per “promuovere” il dolce più amato della nostra regione.

La pagina Facebook satirica Abbruzzo di Morris ci ha abituato a “campagne” divertenti e iniziative esilaranti e debordanti (ricordate free Birkir?). Stavolta, in clima natalizio, Abbruzzo di Morris si mobilita per uno dei dolci tipici e simbolo dell’Abruzzo: il parrozzo. Una vera e propria campagna promozionale per invitare i corregionali a consumare, in questo Natale, non panettone o pandoro, o meglio, non solo: soprattutto il tipico parrozzo, il dolce preferito di Gabriele d’Annunzio, di cui era particolarmente ghiotto. Il Parrozzo nasce ed affonda le sue origini nella società agricola. Era un antico pane delle mense contadine che i pastori abruzzesi ricavavano dalla meno pregiata farina di mais, veniva poi cotto nel forno a legna. Nacque come dolce natalizio negli anni Venti per iniziativa del pescarese Luigi D’Amico titolare di un caffè del centro che ebbe l’idea di renderlo dolce e di produrlo nel suo laboratorio. E la prima persona alla quale Luigi D’Amico fece assaggiare il Parrozzo fu proprio Gabriele d’Annunzio: glielo inviò a Gardone, il 27 settembre unitamente ad una lettera. Abbruzzo di Morris rilancia la ricetta del nostro dolce tipico che sulle tavole di Natale, non può mancare di certo. Come dire tra il pandoro e il panettone, meglio il parrozzo.

L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected]" o "[email protected]". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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