Traforo Gran Sasso, la chiusura si allontana. L’esito del vertice al Mit

Si è concluso con l’istituzione di un tavolo permanente il vertice al Mit per la sicurezza del Gran Sasso. Più vicina la revoca della chiusura del Traforo.

Il ministro Danilo Toninelli assicura, mentre l’Abruzzo alza la voce. “Stiamo lavorando con un tavolo permanente – afferma il ministro – Anche oggi ci sono tutte le istituzioni, gli enti pubblici, ministeri: l’obiettivo è quello di evitare una chiusura che recherebbe danni enormi”. E infatti l’incontro al Mit si conclude in serata con la piena convergenza su precisi obiettivi: l’adozione congiunta e coordinata di una serie di azioni inter-istituzionali per dimostrare che il Traforo non necessita di essere chiuso e che la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’acquifero del Gran Sasso è comunque garantita, nel breve e nel lungo termine, senza compromettere la circolazione delle persone e delle merci.

Nell’immediato, si legge nella nota del Mit, l’azione di risposta si articolera’ su tre direttrici, in attesa che il Commissario straordinario, previsto da un emendamento governativo allo Sblocca cantieri, possa prendere in mano la situazione, con le dovute risorse e prerogative, per la definitiva messa in sicurezza del sistema idrico: un protocollo rafforzato di monitoraggio ambientale e della risorsa idrica facente capo al Ministero dell’Ambiente, una pianificazione dell’emergenza demandata alla Protezione civile di concerto con la Regione e un piano di limitazione della circolazione sulla tratta autostradale, operato dal concessionario Strada dei Parchi di concerto col concedente, ossia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sui tavoli di confronto, però, l’Abruzzo si fa sentire con una posizione bipartisan contro la chiusura del traforo del Gran Sasso in entrambe le direzioni, sulla A24, annunciata dalla mezzanotte di sabato dalla concessionaria Strada dei Parchi, una questione diventata una emergenza nazionale. Viene chiesta la nomina di un commissario governativo con poteri di deroga e la garanzia che da Roma arrivino i 172 milioni di euro per mettere in sicurezza l’acquifero, sul quale pesa il pericolo di inquinamento che ha innescato inchiesta della procura di Teramo e rinvio a Giudizio di vertici di Sdp, Ruzzo Reti Spa, società pubblica dell’acqua nel Teramano, e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso. L’Aquila è diventata la capitale del dissenso “per una sciagura che farebbe tornare indietro di 30 anni una regione già segnata da terremoti”: in una conferenza stampa, un folto gruppo di sindaci e amministratori, guidati dai primi cittadini dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di centrodestra, e di Teramo, Gianguido D’Alberto, di centrosinistra, ha bollato come “irresponsabile e immotivata la decisione di Sdp”. Successivamente, si è riunito, in seduta straordinaria il Consiglio regionale che pur non riuscendo ad approvare un documento unitario ha detto no alla chiusura di via di comunicazione vitale, chiedendo con forza la nomina di un commissario governativo che oltre a progetti e lavori, si occupi anche della gestione, un aspetto questo destinato forte a sbloccare la situazione e indurre Sdp a recedere dalla decisione. “Il nostro territorio non si può permettere l’isolamento per i prossimi anni. Ma ci sono evoluzioni positive, già negli incontri di oggi. La Regione è sul pezzo ed ha fatto e farà di tutto per evitare questa sciagura – ha spiegato il vicepresidente della Giunta Regionale abruzzese, Emanuele Imprudente.”. Sull’aspetto del commissariamento il presidente della Regione Marsilio non ha chiuso le porte: “Sono alto e grosso e con le spalle larghe, non mi sottraggo ma non impongo nulla al governo”. Intanto, il vice presidente del Cda di Sdp, Mauro Fabris ha sottolineato che non ci sarà chiusura se scatteranno le garanzie. “Se le cose dette nell’incontro di ieri verranno confermate, verrà revocata questa nostra posizione”.

Intanto questa mattina il ministro ha precisato in una intervista radiofonica:

“Da lunedì ci sara’ un tavolo permanente da parte di tutti gli interlocutori interessati. La paventata chiusura del tunnel del Gran Sasso è un’azione unilaterale del concessionario, che fa seguito ad un’inchiesta della Procura per inquinamento. Stiamo cercando di evitare la chiusura mettendo al tavolo tutte le parti interessate. Sono ottimista ma finché non vedo concretamente un risultato non voglio parlare”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli a Radio Anch’io su Radio Uno, riferendosi alla decisione di Strada dei Parchi di chiudere al traffico a partire dal 19 maggio entrambe le galleria del traforo del Gran Sasso (Teramo-Roma).

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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